Caro direttore, ho sempre pensato che nei momenti delia crisi teatrale della città il Corriere sia stato la massima autorità di Milano. Occorre un autorevole interesse per risolvere in maniera onesta e duratura i molti problemi che minano la vita della Scala. ' Lei sa benissimo che la vita di un teatro corrisponde alla vita della città e alla vita dei cittadini. Nella vita di un teatro, oltre quella porta d'ingresso, tutte le mansioni svolte da coloro che ci lavorano hanno la stessa importanza, dai signori e signore della pulizìa fino ai massimi vertici che sono la Sovrintendenza e il Consiglio d'Amministrazione. E un teatro funziona bene quando il rispetto reciproco e l'armonia uniscono tutti i lavoratori che ci lavorano. Sulla situazione Teatro alla Scala e le notizie dei vertici cambiati, delle fughe di importanti personaggi dal Consiglio d'Amministrazione ci sono pochi commenti da fare. Dirò come dice una guardia in «Amleto»: «C'è del marcio in Danimarca». Per me, che dai nove anni fino ai sessanta ho lavorato e con onore in quel bellissimo posto di lavoro che era, e dico era, il Teatro alla Scala è un dolore autentico vedere come vanno ora le cose. Ci vorrebbe l'Arcangelo Michele con la spada per liberare quel bellissimo luogo dalle tante e malefiche croste che gli si sono incollate addosso. Conosco assai bene molti problemi che preoccupano in questo momento le gloriose masse scaligere, gli orchestrali, i coristi, i tecnici, le sarte, gli scenografi, i macchinisti e so bene che cosa siano i problemi di quel Corpo di Ballo che, oltre a tutto, si trova in spazi non più adeguati, striminziti rispetto ai luoghi dove i danzatori lavoravano prima dello sventramento del palcoscenico. Tutta la struttura è in crisi. Pensate che nemmeno le signore delle pulizie e della manutenzione hanno ora un luogo dove stare con i loro materiali. Insomma, manca non solo lo spazio per riporre i secchi e la biancheria pulita, ma manca soprattutto lo spazio per riporre le scene, il palcoscenico dal lato di Vìa Verdi ha perso la sua efficienza. Io dico, da persona che lavora con impegno al Teatro dell'Opera di Roma e con buoni risultati «Milanesi, Italiani, salvate quella splendida organizzazione teatrale che può essere ancora il Teatro alla Scala di Milano. La Scala è veramente a rischio. Quel faro sta veramente per spegnersi. Insomma il faro la Scala è ridotto al lumicino. Salviamolo!»
UN PATRIMONIO DA SALVARE
Un cittadino di Milano scrive una lettera al direttore del Corriere, esprimendo la sua preoccupazione per la situazione del Teatro alla Scala. Il teatro è in crisi, con problemi come la mancanza di spazio per i lavoratori, le scene e il palcoscenico. Il cittadino, che ha lavorato al teatro per 52 anni, afferma che la situazione è grave e che il teatro sta per spegnersi. Egli chiede di salvare il Teatro alla Scala, che è un faro importante per la città e per l'Italia. Il cittadino esprime la sua ammirazione per la Scala e la sua preoccupazione per il futuro del teatro.
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