Pompei. «Il soprintendente Guzzo non si tocca», è il monito che i Ds di Napoli, Pompei, Boscoreale, Boscotrecase, Ercolano e Torre Annunziata lanciano a quanti (in particolare la Cisl), hanno accusato di «incompetenza» il soprintendente chiedendone le dimissioni. C'è da dire, però, che anche per l'amministrazione comunale, di cui i Ds fanno parte, i rapporti con Guzzo non sono stati sempre facili. Il segretario cittadino della Quercia, Franco La Mura, si dice in piena sintonia con il sindaco Claudio D'Alessio: «Il primo cittadino è con noi e concorda in pieno con la nostra iniziativa a difesa del soprintendente Pietro Giovanni Guzzo». Nei prossimi giorni la difesa a spada tratta dei Ds nei confronti del soprintendente degli scavi, sarà resa pubblica con una lettera aperta alla città. I Ds si dicono disposti a tutto pur di «difendere gli scavi dai comitati d'affari». Secondo le segretarie della Quercia, quella napoletana e quelle dei paesi vesuviani, «il durissimo attacco sferrato contro il soprintendente ha un solo obiettivo: cacciare via Guzzo, che in questi anni ha combattuto per lo sviluppo dell'area archeologica, per sostituirlo con un gruppo affaristico che dovrebbe spartirsi la nuova pioggia di investimenti». Aprire un tavolo di confronto tra le amministrazioni dei Comuni dove sono presenti gli scavi archeologici e il soprintendente è uno dei sugeerimenti proposti dai Ds. «Basta con le polemiche inutili - si legge nella lettera aperta firmata dai Ds - è tempo di costruire un futuro migliore. Chi attacca il soprintendente mira ad andare indietro nel tempo fino agli anni Ottanta e Novanta, quando un gruppo ben identificato si insediò negli scavi e assieme alle forze clientelari e malavitose e gestì centinaia di miliardi delle vecchie lire. Per raggiungere questo scopo si propone addirittura lo scioglimentodella soprintendenza archeologica di Pompei, accorpandola a quella di Napoli, per poi lasciare qui qualche amico a gestire i prossimi investimenti». La proposta di aggregare la gestione scientifica di Pompei alla soprintendenza archeologica di Napoli, lasciando negli uffici pompeiani solo l'autonomia amministrativa è stata lanciata dalla Cisl. «I Ds - scrivono ancora i segretari provinciali e dei Comuni vesuviani - respingono questo disegno ed esprimono il pieno sostegno al soprintendente che in questi anni ha combattuto contro la piovra che si era insediata nell'area archeologica». Intanto, dopo la chiusura del bookshop degli scavi, privo di licenza commerciale, il sequestro del deposito bagagli di piazza Esedra e della biglietteria container, i vigili urbani e i tecnici del Comune continuano a setacciare l'area archeologica alla ricerca di eventuali nuove irregolarità. La procura di Torre Annunziata, dopo la denuncia dei caschi bianchi, ha aperto un fascicolo d'indagine sugli abusi edilizi scoperti all'interno dell'area archeologica di Pompei.
Gestione degli scavi scontro nell'Unione Guzzo non si tocca
I Ds di Napoli, Pompei, Boscoreale, Boscotrecase, Ercolano e Torre Annunziata hanno lanciato un monito al soprintendente Guzzo, accusandolo di incompetenza e chiedendo le sue dimissioni. I rapporti tra il sindaco Claudio D'Alessio e il segretario cittadino della Quercia, Franco La Mura, sono stati definiti buoni. I Ds si dicono disposti a tutto per difendere gli scavi e hanno proposto di aprire un tavolo di confronto tra le amministrazioni dei Comuni dove sono presenti gli scavi archeologici e il soprintendente. I Ds respingono la proposta di aggregare la gestione scientifica di Pompei alla soprintendenza archeologica di Napoli.
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