MILANO Creare un parco naturale transnazionale, a cavallo tra Italia e Svizzera, un corridoio ecologico protetto dalle sorgenti del fiume, in Svizzera, fino alla confluenza nel Po. Questa la proposta lanciata ieri dal Fai, il Fondo per l'ambiente italiano, Italia Nostra e Wwf, per salvare il Ticino, e il suo polmone verde, minacciato da devastanti progetti di ampliamento dell'aeroporto della Malpensa: terza pista, raddoppio del traffico(dal8a 40 milioni di passeggeri anno), nuove bretelle autostradali, nuovi ponti sul fiume e il moltiplicarsi incontrollato di ulteriori lottizzazioni, centri commerciali, alberghi, infrastrutture. «La situazione è drammatica denuncia Giulia Maria Mozzoni Crespi, presidente del Fai Formigoni e la sua Regione procedono nei loro piani di business distruggendo sistematicamente un patrimonio ambientale che l'Unesco ha iscritto tra le riserve della biosfera. E i leghisti, che si vantano di attingere alle sacre acque del Po, certo non si sognano di abbeverarsi a quelle del Ticino: finirebbero avvelenati». «Abbiamo dato vita a un tavolo permanente, per documentare le aggressioni al fiume e promuovere iniziative di salvaguardia annuncia Michele Candotti, segretario generale del Wwf per arrivare velocemente a una gestione integrata del territorio che circonda il Ticino».
Fai, Italia Nostra e Wwf: polmone verde a rischio, stop al cemento
MILANO Creare un parco naturale transnazionale, a cavallo tra Italia e Svizzera, un corridoio ecologico protetto dalle sorgenti del fiume, in Svizzera, fino alla confluenza nel Po. Questa la proposta lanciata ieri dal Fai, il Fondo per l'ambiente italiano, Italia Nostra e Wwf, per salvare il Ticino, e il suo polmone verde, minacciato da devastanti progetti di ampliamento dell'aeroporto della Malpensa: terza pista, raddoppio del traffico(dal8a 40 milioni di passeggeri anno), nuove bretelle autostradali, nuovi ponti sul fiume e il moltiplicarsi incontrollato di ulteriori lottizzazioni, centri commerciali, alberghi, infrastrutture. La situazione è drammatica denuncia Giulia Maria Mozzoni Crespi, presidente del Fai Formigoni e la sua Regione procedono nei loro piani di business distruggendo sistematicamente un patrimonio ambientale che l'Unesco ha iscritto tra le riserve della biosfera. E i leghisti, che si vantano di attingere alle sacre acque del Po, certo non si sognano di abbeverarsi a quelle del Ticino: finirebbero avvelenati. Abbiamo dato vita a un tavolo permanente, per documentare le aggressioni al fiume e promuovere iniziative di salvaguardia annuncia Michele Candotti, segretario generale del Wwf per arrivare velocemente a una gestione integrata del territorio che circonda il Ticino.
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