A poche settimane dal riconoscimento da parte dell'Unesco del grande valore artistico e culturale del cosiddetto distretto del sudest detta Sicilia, accade che le tessere dei mosaici del Casale di Piazza Armerina saltino, o che un turista, trovando un cancelletto di protezione aperto si sia ritrovato involontariamente a camminare sulla scena della Grande caccia, una delle più rappresentative di questo bene archeologico di valore mondiale. Episodi che ripropongono all'attenzione dell'opinione pubblica, il rischio che corrono i mosaici di Piazza Armerina, che dal 1998 l'Unesco ha posto sotto la propria tutela, come patrimonio culturale dell'umanità. Un bene monumentale dell'epoca romana, fra i più importanti del mondo, che si è conservato fino ai nostri giorni, ma che negli ultimi anni ha subito vari attentati, il primo si verificò nel '95. Furono imbrattati con la vernice nera la palestra ed il triclinio. Altri due atti vandalici si verificarono nel '98, a maggio ed a settembre. Anche allora venne cosparsa vernice nera. L'ultimo attentato si è verificato agli inizi del 1999; tutte le indagini sono state archiviate dalla magistratura senza risalire ai colpevoli. Dunque vi è un problema di sicurezza, oltreché di gestione complessiva dell'intera struttura. Alle questioni di sicurezza si sta provvedendo con i lavori di rifacimento dell'impianto elettrico e del sistema di antintrusione, Ma allo stato attuale) visti i recenti episodi, è evidente che le difficoltà non mancano. Un problema, ancor più complesso di quello della sicurezza, è la delicata questione della conservazione. Le tessere dei mosaici che saltano,sono fra le maggiori preoccupazioni degli esperti.La copertura in plexiglas dell'intero perimetro mosaicato della villa romana, è una tecnica che risale agli anni '60. Francesco Finocchiaro, un architetto che si occupa di tecniche di restauro, spiega: «Si tratta di un sistema non ventilato, che nel periodo estivo porta la temperatura anche a 50 gradi e che d'inverno invece fa aumentare il contenuto di vapore acqueo. Entrambi i fenomeni accelerano il processo di deterioramento dei pavimenti, ed in buona sostanza, il distacco dei mosaici». In realtà,secondo Finocchiaro : «ci vorrebbe un miglior sistema tecnologico di conservazione bìoclimatica,ovvero il controllo della temperatura e dell'umidità relativa». «Una soluzione, potrebbe essere quella dell'applicazione di lastre di vetro a controllo termico, corredate da una serie di sofisticate tecnologie di controllo forzato della temperatura e dell'umidità relativa». E di come conservare i mosaici dell'area mediterranea, che rappresentano l'elemento artistico e culturale unificante del periodo romano, si discute in un convegno a Piazza Armerina, Fino a domenica, studiosi di fama internazionale dibattono sulle tecniche di restauro più avanzate nel settore della conservazione dei beni culturali.