Delibera accolta all'unanimità per tutelare i pubblici esercizi storici di Capri. Il consiglio comunale ha approvato, col consenso di tutti, maggioranza e opposizione, il provvedimento che dovrebbe tutelare gli esercizi pubblici entrati, ormai, nella storia dell'isola partenopea. In conseguenza allo fratto del famoso night club "Number Two", si è riaperta la questione del cambio di destinazione di locali notturni, bar e ristoranti a favore delle griffes mondiali dell'abbigliamento. L'isola azzurra è stata teatro, in questi giorni, di vere e proprie opere di sensibilizzazione nei confronti dell'opinione pubblica. Bar, ristoranti e locali notturni, potrebbero essere soppiantati, nel giro di pochi anni, dai potenti marchi mondiali dell'abbigliamento, decisi a voler imporre le proprie vetrine sulle più belle piazze del mondo. In passato già si è assistito alla chiusura di famosi locali notturni per far posto a ben più note marche di abbigliamento, e già da allora Ciro Lembo, sindaco di Capri aveva palesato la sua intenzione a voler intervenire con una proposta ad hoc, che permettesse di salvaguardare l'attività degli esercizi pubblici entrati nella storia di Capri. La vita caprese, la bellezza di un'isola dal fascino conosciuto in tutto il mondo, deriva anche da questi piccoli o grandi locali, che insieme hanno dato l'impronta caratteristica di Capri. Dalle botteghe dell'artigianato locale, alle cantine, ai piccoli ristoranti, si distingue l'isola azzurra. La vetrina della lussuosa griffe la troviamo tanto a Milano quanto a New York. La specialità a base di pesce da gustare in un ambiente caratteristico, avendo come sottofondo musicale le melodie del mandolino, c'è soltanto nell'isola di Capri. Il provvedimento approvato dal consiglio comunale di Capri, una settimana fa circa, ha l'intento di "intervenire vietando il mutamento di destinazione dei locali commerciali attualmente destinati ad esercizi pubblici". A questa delibera, nello stesso consiglio, ha fatto seguito una variante nel piano regolatore, che permettesse agli esercizi pubblici di proseguire la propria attività per almeno dieci anni consecutivi. La proposta ha raccolto grandi consensi, ma ha creato anche grandi spaccature. La posizione dei proprietari degli immobili si contrappone a quella degli affittuari. "Avremo tra qualche giorno una riunione con i proprietari di bar, ristoranti e locali notturni. La nostra posizione - spiega Giuseppe Massa, presidente dell'Ascom di Capri - come associazione di commercianti, non è ancora ben definita. Speriamo che ad accompagnare questo vincolo, a tutela dei pubblici esercizi, ci siano agevolazioni anche per i proprietari degli immobili. La nostra proposta - prosegue il presidente dell'Ascom di Capri - è creare una situazione di vantaggio anche per i proprietari. Si potrebbe, ad esempio, evitare di pagare la tassa sulla spazzatura oppure evitare di pagare l'Ici, o altri privilegi che rendano la delibera vantaggiosa per tutti". Il provvedimento è stato approvato dopo anni di sfratti più o meno aberranti, sia per i capresi che per gli abitudinari dell'isola. Hanno chiuso negozi di artigianato, dal passato decennale e icone della movida notturna caprese".