Appaltati i lavori a una impresa di Firenze. Ok al piano esecutivo per realizzare lo svincolo di via Perpignano alla circonvallazione IL CASTELLO a Mare non sarà più incastonato tra le fabbriche dell'ex Sailem, destinate alla demolizione. Riprenderà da protagonista la scena sul fronte del mare, svetterà con i suoi bastioni già in parte recuperati e il suo fossato ancora tutto da scavare in un'area ripulita, all'interno di un parco archeologico recintato e dove si snoderanno dei percorsi didattici. Una passeggiata amare farà riscoprire anche l'originaria sagoma del porto, che sarà ripristinata. Ieri la gara bandita dal Comune per ridisegnare la forma dell'antica fortificazione e del parco archeologico che circonderà il Castello amare è stata vinta, trale sei imprese concorrenti, dalla "Cooperativa archeologica" di Firenze, alla quale sono stati appaltati i lavori con un ribasso del 25,03 per cento su un importo a base d'asta di 3.781.665,94 euro. L'impresa è la stessa che sta già lavorando per conto della Soprintendenza. Un'altra gara al via: è quella per lo svincolo tra via Perpignano e viale Regione siciliana, che dovrà risolvere uno dei "tappi" del traffico e fare della circonvallazione una strada a scorrimento veloce. Ieri è arrivato l'ok al progetto esecutivo, la gara sarà bandita nei prossimi giorni. Le opere, per oltre 22 milioni di euro (finanziati con fondi ex Agensud) consistono nell'interramento delle due carreggiate centrali di viale Regione siciliana all'incrocio con la via Perpignano e in un cavalcavia con rotatoria per unire i due segmenti di via Perpignano e collegarli alla circonvallazione. Il nuovo sottopasso si estenderà per 400 metri. Per l'attraversamento pedonale ci sarà una passerella lunga 53 metri. L'intervento complessivo è previsto su un'area di oltre 2 mila metri quadrati, di cui 500 occupati da uno spazio verde. Il cantiere durerà 730 giorni e la base d'asta sfiora i 17 milioni di euro. Due anni sono previsti invece per completare gli scavi archeologici del Castello amare, ai quali la Soprintendenza lavora già dal 1998. Le opere previste dal progetto della Soprintendenza, con l'accordo tra Comune e Regione per il programma di riqualificazione urbana, prevedono nuovi scavi al fossato fino all'area della torre maestra, il restauro delle su-perfici del castello già riportate alla luce, la demolizione dei fabbricati dell'ex Sailem e la sistemazione di tutta l'area del Parco. «I nuovi scavi dovrebbero far emergere altri resti delle antiche fortificazioni. Con gli interventi che stiamo completando, si è visto che il baluardo san Giorgio e l baluardo san Pasquale, alti sei, sette metri, si conservano in ottimo stato», spiega l'architetto della Soprintendenza Francesca Spadafora. Secondo il sindaco Diego Cammarata, a progetto ultimato c'è da scommettere che l'intera zona, un tempo ingresso alla città antica per chi veniva dal mare, sarà fortemente valorizzata sia come sito di interesse storico e architettonico che come tappa turistica. «Questo intervento dice il sindaco darà vita a un nuovo spazio pubblico fruibile, con una suggestiva ambientazione nella quale cittadini e turisti potranno riscoprire testimonianze preziose del passato». Il presidio fortificato, che chiudeva l'accesso al porto dell'anticaP anormus, risale all'epoca musulmana. Tra il 1553eill601ilCastellofusededel Tribunale dell'Inquisizione e delle sue carceri. Dopo l'Unità d'Italia fu adibito a caserma e rimase così fino a quando tra il 1922 e il 1923 fu demolito per ampliare le infrastrutture del porto. Dai pochi resti visibili, la Soprintendenza ha riportato alla luce in questi anni parte del complesso architettonico.