ARTE Presentato il progetto di restauro della «Pietà Rondanini» affidato a Sabina Vedovelle Cantiere aperto nel weekend perché i cittadini possano seguire i lavori Dalla metà di maggio (probabilmente intorno al giorno 12) alla fine di settembre con una spesa prevista di sessantacinquemila euro. Questo, in estrema sintesi, l'intervento di restauro sulla «Pietà Rondanini» di Michelangelo presentato ufficialmente ieri dall'assessore alla Cultura e musei di Milano Salvato re Carrubba, dal soprintendente ai Beni artistici e storici (nonché direttore dei lavori sulla «Pietà») Maria Teresa Fiorio, dall'appena nominato soprintendente al Castello Sforzesco Ermanno Arslan e dalla restauratrice Sabina Vedovelle, responsabile dell'intervento. Un intervento patrocinato, «in accordo con il Comune e la Direzione delle raccolte d'arte», dall'allora soprintendente Bruno Contardi con la collaborazione della Cbc (Cooperativa conservazione beni culturali) e dell'Associazione Amici di Brera (che finanzierà l'intera operazione), mentre la Koelliker ha contribuito sia agli studi preliminari, sia all'archiviazione dei dati ottenuti. Per l'ultima opera (incompiuta) di Michelangelo (14751564) si dovrebbe parlare comunque più di manutenzione che di un vero e proprio restauro. La «Pietà» sembra essere infatti in ottimo stato (a meno di «brutte scoperte» in corso d'opera).Per questo si cercherà «di intervenire soltanto sulla sua superficie scultorea per alleggerirla e ripulirla» dai residui (stuccature in gesso, residui di malte, incrostazionicalcaree, polvere e altro) utilizzati nel corso di operazioni di calco eseguite in epoche diverse. Si tratterebbe, secondo Maria Teresa Fiorio, «di un intervento facilese non stessimo parlando di Michelangelo». Quello che partirà a maggio rappresenterà, poi, un'eccellente occasione di studio: per una lettura più attenta delle diverse fasi e delle modalità di creazione dell'opera, per un confronto stilistico con le altre produzioni dell'ultimo periodo dell'artista, per eventuali approfondimenti ed ipotesi sui diversi momenti della realizzazione. Durante i tre mesi dell'intervento sarà cosi possibile verificare (tra l'altro) le caratteristiche d'appoggio della scultura, «la tenuta del frammento di raccordo tra il corpo di Cristo e il braccio della prima versione» e ci sarà inoltre spazio«per la redazione di un regesto dei documenti storici e per la sperimentazione dinuove tecniche di analisi». Proprio per assicurare ulteriore completezza a questo studio sta per arrivare a Milano, da Roma, il cosiddetto «Frammento Borghese» ovvero la testa frammentaria di Cristo rinvenuta negli anni Settanta che Bruno Mantura, nel 1973, ritenne parte integrante della prima versione della «Rondanini», testa che è attualmente conservata alla Galleria Borghese. Momento ulminante dell'intero lavoro sarà un convegno internazionale di studi dedicato appunto alla «Pietà» programmato probabilmente per fine anno. Altro aspetto interessante dell'intero intervento è che il cantiere (che, assicura Carrubba, «non dovrà avere una durata superiore ai tre mesi lavorativi») sarà un cantiere «aperto». La «Pietà» rimarrà infatti visibile al pubblico anche se «soltanto» il sabato e la domenica mentre nei rimanenti giorni la sala dei Ciarloni del Castello Sforzesco (dove la statua di Michelangelo è oggi conservata) verrà chiusa. A proposito della sala dei Ciarloni, ancora niente di nuovo sulla querelle intorno al suo allestimento. Il ministero per i Beni culturali non si è infatti ancora pronunciato sulla questione (anche se potrebbe farlo «molto presto») che vede contrapposti da una parte i sostenitori dell'attuale "intervento" firmato BBPR (correntemente ritenuto «un modello di museografia») e dall'altra i sostenitori di quello recentemente commissionato dal Comune all'architetto Alvaro Siza. La necessità di unnuovo allestimento era stata suscitata cinque anni fa da Emilio Tadini (al suo fianco si erano poi schierati Dorfles, Gregotti e Pomodoro), mentre Sgarbi, Bertelli e Bossaglia si erano subito dichiarati «assai dubbiosi sul progetto di Siza». Per adesso, proprio ieri, è stato definito «ormai concluso» l'intervento generale di recupero del vecchio allestimento del Museo del Castello Sforzesco, quello (appunto) di BBPR. Che sia un segnale?
RESTAURI : Restauro della Pietà Rondinini - II cantiere aperto nei weekend
Il progetto di restauro della Pietà Rondanini di Michelangelo è stato presentato ufficialmente a Milano. Il cantiere sarà aperto e i cittadini potranno seguire i lavori. L'intervento, finanziato dal Comune e dall'Associazione Amici di Brera, sarà condotto dalla restauratrice Sabina Vedovelle e si svolgerà dal maggio alla fine di settembre. La Pietà sembra essere in ottimo stato, quindi si cercherà di intervenire soltanto sulla sua superficie scultorea per alleggerirla e ripulirla dai residui utilizzati nel corso di operazioni di calco eseguite in epoche diverse.
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