"Chiuso per mancanza di luce e acqua". Nel 2003 il Paese che vanta il patrimonio artistico e culturale più prezioso del mondo potrebbe essere questo il destino, tra pochi mesi, di musei, gallerie,biblioteche, siti archeologici e archivi di Stato? Almeno a sentire soprintendenti e funzionari del ministero sembrerebbe proprio di sì. La scure taglia spese del governo si è, infatti, abbattuta senza pietà sulle uscite ordinarie della amministrazione pubblica,cioè sul capitolo finanziario dove vanno a finire le bollette per la luce, il telefono, il riscaldamento,l'acqua, le pulizie e così via. Il risultato è che i responsabili dei vari enti che dipendono dal ministero della Cultura fanno sapere che di questo passo saranno presto costretti a chiudere bottega. L'allarme è stato raccolto ieri da Simonetta Fiori su Repubblica, in un articolo nel quale si riportavano doglianze e lamentele dei funzionari che lavorano negli Archivi di Stato: un settore chiave per la ricerca storica che a differenza dei musei che fanno pagare il biglietto non ha nemmeno risorse proprie, essendola consultazione dei documenti totalmente gratuita. Ma, a sentire le voci al ministero della Cultura, la situazione di emergenza che si registra per il settore archivistico vale un po' per tutti i dipartimenti.«Da una parte racconta un funzionario che vuole rimanere anonimo ci chiedono di tenere i musei aperti 24 ore su 24, Poi ci, tagliano le spese per la luce, il telefono e le pulizie. La legge finanziaria ci assegna gli stessi fondi che avevamo sette anni fa:ma da allora i prezzi di luce,energia e telefono sono aumentati,così come i consumi: dagli allarmi antifurto e antincendio, agli ascensori, all'uso dei cellulari e dì internet». Anche nell'era dell'Ulivo,raccontano al ministero, il governo ebbe la mano pesante sulla spesa ordinaria, ma almeno poi vi furono dei provvedimenti di finanziamento ad hoc che diedero una boccata di ossigeno. Il ministro Urbani si è fatto carico della vicenda, ma secondo quanto si racconta, si sarebbe imbattuto al ministero dell'Economia retto dal collega di partito Tremonti in un muro di gomma. Ora soprintendenti e direttori sono sul piede di guerra e non escludono proteste clamorose. La gravità della questione non sfugge agli uomini della maggioranza di governo. «Abbiamo ben presente sottolinea Franco Asciutti, Forza Italia, presidente della Commissione Istruzione e Cultura del Senato quello che sta accadendo. Una nostra indagine conoscitiva ha messo chiaramente in luce quali sono i problemi del settore, specialmente quello degli archivi: mancanza di personale,sedi vecchie e inadeguate,strumentazione arcaica. È vero che ci sono stati pesanti tagli per le spese ordinarie, ma ci sarà la possibilità di utilizzare il 3 dei fondi utilizzati per le nuove infrastrutture, destinato al patrimonio culturale». Basteranno questi finanziamenti a evitare la serrata" di musei e archivi? Ce lo auguriamo di cuore...
ARCHIVI DI STATO: è polemica sui tagli alla ricerca storica
Il ministero della Cultura sta considerando di chiudere musei, gallerie, biblioteche, siti archeologici e archivi di Stato a causa di tagli di spese. I funzionari del ministero hanno espresso preoccupazioni per la mancanza di risorse finanziarie, in particolare per la luce, l'acqua e le pulizie. Il governo ha assegnato gli stessi fondi per il settore culturale del 2003, ma i prezzi delle risorse hanno aumentato nel frattempo. Il ministro della Cultura Urbani ha cercato di risolvere la questione, ma il problema persiste. I soprintendenti e direttori del ministero sono sul piede di guerra e potrebbero protestare.
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