II mercato dell'arte scopre i vantaggi di Internet. Rapidità, bassi costi, ampie possibilità di anonimato e transazioni sempre più sicure per i pagamenti telematici stanno facendo della Rete uno dei luoghi preferiti per lo scambio lecito e illecito di opere d'arte. Al punto che le Forze dell'ordine impegnate nel contrasto del mercato clandestino hanno cominciato a mettere Internet sotto la lente, sia per cercare falsari, ladri e ricettatori che usano la Rete per "piazzare" le opere rubate, sia per pubblicizzare sul Web le caratteristiche dei pezzi trafugati, in modo da impedirne la vendita alla luce del sole e restringerne così il mercato potenziale. La commercializzazione online di opere d'arte rubate sfugge, di fatto, alla procedura autorizzativa disposta dall'articolo 126 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, secondo il quale «non può esercitarsi il commercio di cose antiche o usate senza averne fatta dichiarazione preventiva all'autorità locale di pubblica sicurezza». Ma soprattutto, aggira la disciplina sulla tenuta e l'aggiornamento del Registro dei beni posti in vendita presso gli esercizi antiquari, prevista dal successivo articolo 128, e sottoposto a verifiche periodi-che sia da parte degli organi di polizia che delle soprintendenze. Il contrasto del fenomeno è affidato al rafforzamento dei rapporti con le Forze di polizia straniere, gli organismi doganali e gli uffici esportazione, ma soprattutto a un monitoraggio più attento di Internet, con l'analisi della provenienza delle offerte, della destinazione dei beni, dei titolari delle compravendite e delle tipologie di beni più richiesti.
Sulla Rete in aumento il commercio di opere
Il mercato dell'arte sta utilizzando Internet per lo scambio lecito e illecito di opere d'arte. Le Forze dell'ordine stanno mettendo Internet sotto la lente per contrastare il fenomeno, cercando falsari, ladri e ricettatori, e pubblicizzando sul Web le caratteristiche dei pezzi trafugati. La commercializzazione online di opere d'arte rubate sfugge alla procedura autorizzativa e alla disciplina sulla tenuta del Registro dei beni posti in vendita. Il contrasto del fenomeno è affidato al rafforzamento dei rapporti con le Forze di polizia straniere, gli organismi doganali e gli uffici esportazione, e a un monitoraggio più attento di Internet.
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