Dentro decine di visitatori. Scolaresche praticamente da tutta Europa: Francia, Germania, Olanda. Il Museo Archeologico tira sempre. Affascina grandi e bambini. Una ricchezza di reperti e opere d'arte da mettere i brividi, anche ai più incalliti turisti. E magari da far venire l'acquolina in bocca a collezionisti privi di scrupoli. All'indomani del clamoroso furto a Pompei nella casa dei Casti Amanti, scoppia l'allarme sicurezza. Quali garanzie offrono i musei napoletani? All'avanguardia Capodimonte, con cellule fotoelettriche in prossimità delle tele. Ora però anche l'Archeologico, il principale museo della città, si sta mettendo alla pari. C'è un sistema di videosorveglianza, con telecamere in tutte le sale (il collegamento in realtà per tutta la struttura sarà assicurato solo a inizio del mese prossimo, così come solo in futuro sarà possibile la videoregistrazione). Un sistema di allarme, anche contro gli incendi, è collegato invece ai depositi, dove è sono conservati reperti che potrebbero riempire altri quattro musei. Il tutto è collegato a un'unica sala regia che sorveglia l'impianto ventiquattro ore al giorno. Sin qui le note positive, che comunque costituiscono un bel passo in avanti rispetto a un passato neanche tanto lontano. Se quindi l'Archeologico è tutto sommato al riparo da ladri occasionali (vietato anche portare borse all'interno della struttura), non così si può dire per quanto riguarda vandali e teppisti. Per non dire dei vari blitz dei disoccupati che entrano quando vogliono senza controlli. Per un periodo, dopo una denuncia dei sindacati, c'è stata un'auto della polizia a controllare, sparita però da un po' di tempo. Molte opere non sono protette neanche da una semplice corda. Ovvero il visitatore si trova a contatto con mosaici, affreschi, sculture e quadri. E, in giorni di ressa, non dovrebbe essere difficile per qualche malintenzionato strappare con un temperino qualcuna delle numerose tele dalle cornici incustodite e portarle via. Anche perché qui arriviamo al secondo grosso problema, più difficile da risolvere.Se basta cioè qualche transenna a tenere lontano le mani dei turisti troppo curiosi e invadenti dalle opered'arte, c'è bisogno di più personale per il museo. Un centinaio i dipendenti, che però si devono dividere per più turni e per i vari servizi collaterali. Fatti i debiti calcoli, c'è meno di un custode per ognuna delle 58 sale attualmente aperte (e tra poco sarà fruibile al pubblico anche la sezione degli affreschi pompeiani). C'è da aggiungere, per fortuna, che da anni non si registrano furti o vandalismi, però la miglior cura rimane la prevenzione.