La riscossa di Velia. Diventa parco archeologico "totale", in uno scenario d'incomparabile bellezza, la collina verdeggiante che si affaccia sul mare di Ascea, nel cuore del Cilento, dove a metà del sesto secolo avanti Cristo s'insediò ed ebbe fortuna una folta colonia di Greci provenienti da Focea, città dell'odierna Turchia. Famosa per aver dato i natali a Parmenide e al suo discepolo Zenone, fondatore della scuola filosofica eleatica, dopo gli anni dello splendore romano cominciò per Velia una fase di occupazione e di progressivo decadimento. Un processo di abbandono che soltanto negli ultimi anni, grazie al risveglio delle amministrazioni pubbliche, ma soprattutto alla mobilitazione delle comunità locali, è stato possibile arrestare. Una serie d'interventi finanziari "combinati" (Regione, ministero, Unione Europea), nell'ambito dei programmi previsti per i «grandi attrattori culturali» della Campania. Ieri pomeriggio, finalmente, l'apertura del parco archeologico mozzafiato, uno dei più belli al mondo, testimoni i partecipanti al prestigioso convegno di studi sulla Magna Grecia, per un giorno trasferito da Taranto alla capitale della cultura eleatica. Con l'assessore regionale al Turismo e ai Beni Culturali, Marco Di Lello, il presidente della Provincia di Salerno, Angelo Villani, soprintendenti, sindaci e amministratori comunali. Sul cammino dei più autorevoli archeologi del mondo, ecco in sequenza le meraviglie ritrovate nel corso degli ultimi anni di passioni e di scavi: gli edifici restaurati sull'acropoli, il teatro greco-romano e le due piccole chiese nelle quali hanno trovato posto spazi museali destinati a raccontare la storia della città attraverso i numerosi reperti rinvenuti. E ancora, gli affreschi e le vasche delle terme ellenistiche, situate alle pendici della collina, i quartieri della città bassa, la necropoli antistante la cinta muraria ancora in corso di esplorazione, il ricco apparato didattico che accompagna i visitatori dal primo all'ultimo segmento espositivo del parco. Per non ripetere gli errori del passato, evitando gli abusi edilizi e il degrado degli ultimi decenni, la Regione ha varato anche una legge speciale (primo firmatario il consigliere Nino Daniele) per la difesa dell'ampia fascia territoriale che circonda il sito archeologico. «La realtà storica di Velia diventa così elemento decisivo per ottenere l'inserimento del Cilento nella lista del patrimonio mondiale dell'Unesco», spiega Giuliana Tocco, applaudita leader dell'intera operazione-recupero dell'intero complesso eleatico. «Un passo decisivo verso la realizzazione di quel distretto archeologico della provincia di Salerno, che tutti aspettiamo», puntualizza Stefano De Caro, soprintendente regionale ai Beni Culturali. E Marco Di Lello, concludendo la breve cerimonia inaugurale, si richiama «all'importanza strategica dei pacchetti varati dalla regione per la valorizzazione degli itinerari culturali, autentica carta vincente dell'industria turistica di una regione ricca di valori e di storia, come la Campania».
Rinasce l'antica Velia, ecco il nuovo parco archeologico
La collina di Velia, nel Cilento, è stata trasformata in un parco archeologico "totale" grazie a un'opera di recupero finanziato dalla Regione, dall'Unione Europea e dal ministero. Il sito, famoso per essere stata sede di una colonia greca nel sesto secolo a.C., era stato abbandonato e degradato negli anni successivi. Gli scavi hanno rivelato meraviglie come gli edifici restaurati sull'acropoli, il teatro greco-romano e le due piccole chiese. Il parco archeologico offre un ricco apparato didattico e un'area museale. La Regione ha varato una legge speciale per difendere il sito e il territorio circostante.
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