Arte a singhiozzo domenica a Napoli. Per una vertenza con il ministero chiuderanno a scaglioni tutti i musei di Napoli. Due ore di assemblea dei lavoratori in ogni struttura, proprio al centro della mattinata. Questa volta i sindacati si sono mossi per tempo, dando pubblicità all'evento, per evitare disfunzioni dell'ultimo momento, come quanto accaduto la settimana scorsa a San Martino, con centinaia di utenti inferociti fuori i cancelli chiusi del museo vomerese. Questo il calendario dei disagi per turisti e appassionati: la prima a chiudere sarà la Villa Floridiana, dalle 8 alla 10. Quindi, dalle 9 alle 11, tocca al Museo Archeologico. Dalle 12 alle 14, invece, chiuderanno le porte il Museo di Capodimonte, Sant'Elmo e il Museo di San Martino e il Palazzo Reale. Alla protesta si sono uniti anche i lavoratori della Soprintendenza di Ercolano: assemblea dalle 8.30 alle 10.30 e quindi apertura ritardata agli scavi archeologici di Pompei, di Oplonti e degli altri siti storici della zona. E se la Domenica delle Palme sarà con i musei chiusi a metà, Pasqua e Pasquetta minacciano una serrata completa. Dipende dalle risposte che il ministero darà ai lavoratori. Dopo il fallimento dell'accordo nazionale a Roma sulle aperture straordinarie per Pasqua e Pasquetta, le assemblee del personale sono state indette praticamente da tutti i sindacati. A minacciare la serrata sono sia gli autonomi della Flp-Bac-Usae, che in una lettera inviata al Ministero per i Beni e le Attività Culturali hanno chiesto l'immediata liquidazione dei compensi per le aperture straordinarie del 2002, sia le stesse Cgil, Cisl e Uil. Una vertenza nazionale, come dicevamo, visto che, ad esempio, la lettera dell'Usae è accompagnata da centinaia di firme raccolte nei musei di mezza Italia. Non solo Napoli, ma anche Firenze, Cosenza, Caserta, Roma. La richiesta è comunque unica, anche da parte delle organizzazioni unitarie: senza i soldi del 2002, competenze e progetti, non si apriranno i musei per Pasqua e Pasquetta. «La rabbia dei lavoratori è sacrosanta - dice il segretario regionale Flp-Usae, Renato Petra - Non si può pensare di chiedere al personale di lavorare di più se poi non ci sono soldi neanche per pagare le aperture straordinarie dello scorso anno». Ma - affermano gli autonomi - mancano all'appello milioni di euro per pagare anche la produttività, turnazioni festive e feriali ed altre competenze accessorie addirittura dal 1998. I sindacati - si legge nella nota - contestano anche la Regione Campania che dimentica di pagare le spettanze per iniziative culturali concordate con le Soprintendenze addirittura per il Natale 2002. «Le agitazioni vanno oltre - spiega Adriano Vittorini della Uil - e investono anche la mancata stabilizzazione dei custodi precari mentre sempre più frequente si va verso una privatizzazione selvaggia». «Abbiamo chiesto un incontro al ministro Urbani - afferma Umberto Pugliese, segretario provinciale della Cgil funzione pubblica - e in settimana aspettiamo una risposta concreta altrimenti a Pasqua chiudiamo i musei». Tra le richieste dei sindacati, oltre alle spettanze arretrate, anche la definizione della posizione delle centinaia di precari che lavorano nei musei e che formano la maggioranza degli oltre mille dipendenti degli attrattori culturali.
11042003 Sciopero nei musei, domenica niente arte
I sindacati hanno organizzato assemblee nei musei di Napoli per protestare contro la chiusura dei musei per Pasqua e Pasquetta. La protesta è stata programmata per domenica e richiede l'immediata liquidazione dei compensi per le aperture straordinarie del 2002. I lavoratori chiedono anche la stabilizzazione dei custodi precari e la definizione della posizione delle centinaia di precari che lavorano nei musei. La protesta è stata programmata anche per la Domenica delle Palme e Pasquetta, e i sindacati minacciano una serrata completa se non vengono soddisfatti. I lavoratori hanno richiesto milioni di euro per pagare le aperture straordinarie e le spettanze arretrate.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo