Camposampiero I vandali hanno preso di mira gli affreschi di Sant'Antonio custoditi nel Santuario del Noce a Camposampiero. Hanno imbrattato di passata di pomodoro il "Miracolo dell'anello ritrovato". L'opera, dalle dimensioni di 4 metri per 3, appartiene al ciclo di affreschi realizzati nella prima metà del '500 da Girolamo Tessari detto "Girolamo del Santo". Ad accorgersi dell'atto vandalico è stato fra' Ambrogio, il frate sacrestano che si è recato al Noce per il consueto controllo pomeridiano. «Fino a quel momento nessuno si era accorto di nulla - spiega padre Mariano, il frate vicario che regge i Santuari Antoniani - È probabile che i vandali, ma potrebbe trattarsi anche di una sola persona, abbiano agito la mattina stessa. Ad essere preso di mira è stato l'affresco del "Miracolo dell'anello ritrovato" nel quale si racconta la storia di un principe che, perduto in mare un prezioso anello, per non arrecare dolore alla moglie, chiese al Santo di ritrovarglielo. Una richiesta esaudita visto che Sant'Antonio glielo fece ritrovare dentro al primo pesce comparso in riva al mare. Non abbiamo idea di chi possa aver compiuto un atto del genere». La comunità dei frati vive nel vicino Santuario della Visione, collegato al Noce da un vialetto e da un percorso di meditazione. Non si sono accorte di nulla nemmeno le suore di clausura del monastero, che si trova a ridosso del piccolo Santuario al quale accedono direttamente dal retro, senza passare per la porta principale. Sul posto sono intervenuti i carabinieri del Nucleo radiomobile di Cittadella. Padre Mariano si è messo in contatto con la Soprintendenza per i beni artistici e architettonici del Veneto che, alcuni anni fa, aveva curato il restauro delle opere di Girolamo del Santo. La Soprintendenza, il cui sopralluogo è atteso per oggi, dovrà provvedere alla rimozione e alla pulitura dell'affresco oltre a quantificare il danno subito. Il Santuario del Noce è luogo antoniano per eccellenza. Si narra che qui sia avvenuto un evento prodigioso. Mentre Sant'Antonio stava predicando dall'alto di un noce, si fece avanti un agricoltore disperato per aver perso tutto il suo raccolto. Il giorno dopo il contadino trovò i campi pieni di messi. Il gran noce ebbe lunga vita e, nel medesimo luogo, fu eretto il santuario che conserva la chiesetta originaria del 1432. Il "Miracolo dell'anello" è il primo affresco da sinistra per chi entra. La certezza sull'epoca in cui fu realizzato l'intero ciclo si ha grazie all'affresco che si trova nella controfacciata sopra l'ingresso dove è ricostruita piazza San Marco con il Palazzo Ducale, mentre non compare la Biblioteca Marciana realizzata evidentemente dopo, nel 1540.