AREA ARCHEOLOGICA DA RESTRINGERE? A SAN CATALDO LEGAMBIENTE SOLLECITA LA SOPRINTENDENZA San Cataldo. Il Circolo di San Cataldo «Phisys Legambiente» - presieduto da Beniamino Caramanna - ritorna alla carica sulla dichiarazione del sindaco di San Cataldo, Raimondo Torregrossa, fatta nel luglio scorso, sul vincolo della zona archeologica di Pizzo Carano, che, secondo il primo cittadino sancataldese, dovrebbe essere ridimensionata per evitare l'isolamento del popoloso quartiere di Pizzo Carano e per integrarlo con la città. «Il 31 luglio, sulla stampa, è apparsa una dichiarazione del sindaco di San Cataldo dove dichiarava che in collaborazione dell'assessorato regionale ai Beni culturali come problema prioritario in autunno doveva essere il restringimento del vincolo archeologico di Pizzo Carano, vincolo archeologico imposto dalla Soprintendenza nel 1991 circa», afferma in una nota indirizzata alla Procura della Repubblica e per conoscenza alla Soprintendenza ai Beni culturali e all'assessorato regionale per i Beni culturali. «Legambiente aggiunge Caramanna con un comunicato pubblicato sul giornale "La Sicilia" in data 5 agosto chiese in modo indiretto alla Soprintendenza di sapere se la stessa nel proporre e mettere il vincolo avesse le carte a posto e se c'è qualcosa di veritiero nella dichiarazione del sindaco, anzi esortava la stessa ad effettuare ulteriori ricerche affinchè l'area in questione avesse la valorizzazione che merita». Beniamino Caramanna così continua: «Legambiente, a tutt'oggi, non ha ricevuto dalla Soprintendenza alcuna risposta, nè diretta nè indiretta, per cui si presume che le dichiarazioni del sindaco Torregrossa possono essere veritiere e concrete. Legambiente chiede ufficialmente alla Soprintendenza ai Beni culturali di Caltanissetta, nonchè all'assessore ai Beni culturali, una risposta in merito e chiede alla Procura della Repubblica di fare luce se l'organo preposto alla imposizione dei vincoli ed al loro eventuale restringimento sia il sindaco e l'assessore ai Beni culturali o l'organo supremo quale, si suppone, dovesse essere la Soprintendenza». Caramanna quindi conclude: «Legambiente, in virtù delle attuali normative di legge ed entro i termini da essa previsti, attende una risposta in merito sia dall'assessorato ai Beni culturali sia della Soprintendenza a cui la presente è spedita per conoscenza e informa i rispettivi destinatari che trascorsi i tempi previsti dalla legge sulla trasparenza si adirirà per vie legali».