Un museo tornato a nuova vita. E questa la sensazione concreta che si ha entrando nella Galleria Nazionale d'Arte Moderna, diretta da poco più di un anno da Maria Vittoria Marini Clarelli. L'entusiasmo e la competenza della nuova Soprintendente hanno contagiato tutto il personale della G.N.A.M. e in particolare gli storici dell'arte impegnati in una miriade di progetti ambiziosi. A dar conto dell'autorevolezza internazionale che il museo di Viale delle Belle Arti ha riacquistato dopo anni di crisi, basta citare il prossimo evento espositivo di grandissimo prestigio: dal 2 ottobre verrà presentata la più famosa opera giovanile di Edgar Degas, «La famiglia Bellelli» (1858-1867), eccezionalmente prestata dal Museo d'Orsay di Parigi che in cambio ha ricevuto «Le tre età della donna» di Gustav Klimt. E il giorno prima il capolavoro di Degas sarà esposto in anteprima ad un pubblico selezionato con l'accompagnamento di un concerto di romanze dell'Ottocento. Il programma culturale per la fine del 2005 e l'inizio del 2006 è veramente ricco e tale da fare della G.N.A.M. uno dei fondamentali punti di riferimento museali della nostra città. Ne parliamo appunto con la Marini Clarelli. Sotto la sua guida la G.N.A.M. sta diventando un vero e proprio polo di produzione culturale che attrae sempre di più i romani e anche i turisti. Quali sono le linee guida di questo cambiamento? «Per riavvicinare il museo alla città sono molto importanti le iniziative che ospitiamo la domenica mattina e in particolare i concerti di musica classica. Vorrei anche riprendere la tradizione degli incontri con gli artisti e i dibattiti che ebbero tanta importanza sotto la gestione della mitica Palma Bucarelli. Sempre la domenica, fra novembre e gennaio, presenteremo una rassegna dei fondamentali filmati che Franco Simongini ha dedicato ai maggiori artisti del '900. Le nostre linee strategiche sono quelle di esporre a rotazione tutte le ricchissime collezioni del museo, di valorizzare con mostre specifiche gli artisti rappresentati nelle nostre raccolte, di potenziare la collaborazione e lo scambio con i maggiori musei intemazionali e infine di organizzare grandi mostre che riscoprano tendenze spesso sottovalutate». Sono aumentati i visitatori del museo? «La mostra di Boldini, tuttora in corso, sta avendo uno straordinario successo e i visitatori sono moltissimi. Ma anche senza questo evento espositivo il museo è in crescita: nel primo semestre del 2004 i visitatori furono 50.000, mentre nello stesso periodo del 2005 sono arrivati al numero di 80.000». Oltre alla «Famiglia Bellelli», quali sono le mostre più importanti dei prossimi mesi? «Il 15 ottobre presenteremo il nuovo allestimento delle opere che possediamo del grande Pino Pascali, un artista fondamentale dei nostri anni Sessanta e del quale così celebreremo i settant'anni della nascita. Il 14 dicembre Mario Ursino curerà una mostra dedicata ai "Surrealisti italiani", con molte sorprese. Fra ottobre e dicembre presenteremo inoltre per la prima volta e per intero la nostra ricchissima collezione di arte optical e cinetica. Il grande evento della primavera sarà la più completa mostra antologica mai tenutasi di Galileo Chini, mentre tra un anno esatto renderemo omaggio ad un maestro dell'astrattismo come Piero Dorazio. Per il 2007 posso anticipa- ' re fin d'ora tre eventi eccezionali: le grandi mostre sul Simbolismo, su Arturo Martini e su Emilio Vedova».
La nuova vita della Galleria
La Galleria Nazionale d'Arte Moderna (G.N.A.M.) di Roma è tornata a nuova vita sotto la direzione di Maria Vittoria Marini Clarelli. La nuova Soprintendente ha portato un entusiasmo e competenza che ha contagiato tutto il personale e gli storici del museo. Il museo ha riacquistato l'autorevolezza internazionale con eventi espositivi di grande prestigio, come la mostra della famosa opera giovanile di Edgar Degas, La famiglia Bellelli, prestata dal Museo d'Orsay di Parigi. Il programma culturale per la fine del 2005 e l'inizio del 2006 è ricco e include concerti di musica classica, incontri con gli artisti e dibattiti.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo