A Londra, New York e Parigi l'arte come segmento specifico nelle gestioni patrimoniali è entrata nelle grandi banche da circa un ventennio. Surclassando le passate funzioni, per così dire, decorative o di puro mecenatismo. Tutti i migliori istituti bancali e di gestione personalizzata degli investimenti hanno da molto tempo attivato dei veri e propri uffici di «Art Banking». In pochi casi completamente autonomi, nella maggior parte in partnership con società in out-sourcing, super specializzate sugli investimenti in opere d'arte. Ora anche i clienti di molte banche italiane hanno uno strumento in più per diversificare i loro investimenti. Le consulenze dell'art banking o art advisory non sono ovviamente per tutti. Ma non è più necessario disporre di conti correnti astronomici o di somme vertiginose date in gestione. Anche la clientela media può permettersi di chiedere consulenze sull'arte. Sarà possibile, per esempio, chiedere consiglio sul valore di stima di un quadro o di un'intera collezione. Chi lo desidera può avvalersi di questi servizi per incrementare la propria raccolta d'arte. In una banca del centro Italia un cliente è stato aiutato dal servizio di art banking perché desiderava ottimizzare la propria piccola collezione di dipinti di scuola emiliana del Seicento. Nel giro di un paio d'anni, investendo circa 2 milioni di euro, i dipinti della sua raccolta sono passati da cinque a dodici. In più è stato possibile organizzare anche il prestito di alcuni di essi a grandi mostre internazionali, una scelta finalizzata ad aumentare il prestigio dell'intera collezione. Oltre all'arte antica e agli arredi d'alto antiquariato, molti italiani si stanno avvicinando al mondo dell'arte moderna. Gli acquisti d'arte in genere, l'arte contemporanea in particolare, richiedono grande professionalità e l'ausilio di veri professionisti. Domenico Filipponi, ex General Manager in Christie's Italia, è ora atterrato sulla pista dell'art banking di un grande gruppo bancario. Per fare cosa? Per offrire la propria specifica esperienza alla clientela. Secondo Filipponi, oltre a gestire e sviluppare le collezioni di famiglia, gli acquisti più frequenti degli italiani che si rivolgono al settore dell'arte come investimento riguardano alcuni classici del Novecento, da De Chirico a Morandi sino a Birolli o Afro, due artisti che devono ancora valorizzarsi a dovere sul palcoscenico del collezionismo internazionale. Secondo una recente ricerca effettuata da Nomisma, addirittura il 57 della clientela italiana «private» delle maggiori banche ha richiesto almeno una volta consulenza per specifici servizi di Art Advisory. Una percentuale assolutamente impensabile sino a cinque anni or sono. Un'altra autorevolissima fonte, il settimanale The Economist, ha recensito un portafoglio ottimale d'investimento che prevede un'allocazione del 10 in beni d'arte. Mentre la Pricewaterhouse Coopers ha stimato che a livello globale, nel 2007, oltre il 60 delle banche saranno in grado di offrire alla propria clientela i servizi di art banking.
Il maestro emergente? È l'art banker
Riassunto in massimo 200 parole:
L'arte come segmento specifico nelle gestioni patrimoniali è entrata nelle grandi banche da circa un ventennio. I migliori istituti bancari e di gestione personalizzata degli investimenti hanno attivato uffici di Art Banking, che possono essere completamente autonomi o in partnership con società specializzate. I clienti di molte banche italiane possono ora chiedere consulenze sull'arte, anche se non è necessario disporre di conti correnti astronomici o di somme vertiginose. La clientela media può chiedere consiglio sul valore di stima di un quadro o di un'intera collezione.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo