LA CRISI di un museo non riguarda solo i pochi operatori che ci lavorano o la non grande comunità artistica di coloro che li frequentano. Il futuro del Centro per l'Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato interessa tutti i residenti nell'area metropolitan fiorentina e tutti i cittadini del mondo». Inizia così la lettera che un nutrito gruppo di direttori di musei ed autorevoli esperti di beni culturali italiani - fra loro Kirsten Piacenti, Gabriella Belli del Mart, Chiara d'Afflitto, Giacinto Di Pietrantonio, Franca Falletti, Ida Giannelli di Rivoli, Mina Gregori, Antonio Paolucci, Salvatore Settis e Carlo Sisi - ha inviato al sindaco di Prato Marco Romagnoli e al neopresidente del Pecci Valdemaro Beccaglia, invitandoli a una riflessione sulla necessità di nominarne al più presto un nuovo direttore al posto del non riconfermato Daniel Soutif. «Ci riferiamo - prosegue la lettera - alla previsione di poter "fare a meno del direttore", sia pure per un tempo limitato, ritenendo così, col taglio delle spese del suo stipendio, di risolvere la crisi, quando a rimetterci sarà l'identità stessa del Museo lasciato senza guida». È questo il punto nevralgico dell'appello: la necessità irrinunciabile di una nomina in tempi brevi per evitare di mettere la macchina museale al minimo, intaccandone profilo e presenza, costringendo chiunque dovesse arrivare in seguito a improbe rincorse che andrebbero a sommarsi a una situazione amministrativa e gestionale, e dunque di effettiva produzione culturale, da rivedere pressoché in toto. Perché «al direttore di un museo non compete esclusivamente il compito di fare mostre. L'attività didattica, la cura delle collezioni così come quella della biblioteca, che verrebbero comunque assicurate, richiedono professionalità adeguate e soprattutto la responsabilità unica del direttore». E mentre il consiglio direttivo del Pecci propone di mandare avanti riqualificazione e riorganizzazione del centro con quattro tavoli di consultazione cittadina rivolti ai settori economico, istituzionale, scolastico e culturale, aggiornando alla prossima settimana la discussione sulla programmazione espositiva dei prossimi mesi, l'assessore regionale alla Cultura Mariella Zoppi, di cui la lettera ricorda il recente invito «a tutti i sindaci toscani di dotare i musei di loro pertinenza di direttori con adeguata professionalità», abbozza una proposta: «Se dovessimo analizzare le ragioni del fallimento del Pecci servirebbe un convegno. La richiesta di un direttore come garanzia scientifica mi pare condivisibile, ma l'esperienza Soutif, che non è certo il solo responsabile della situazione che si è creata ed ha forse avuto poco tempo per dimostrare la sua grande qualità in un contesto territoriale e culturale non facile come quello dell'arte contemporanea, è conclusa e ora si stanno cercando un nuovo assetto e un nuovo direttore. Sono in contatto col sindaco Romagnoli, so che c'è un impegno alla revisione del personale, alla riorganizzazione complessiva della struttura e alla garanzia delle attività culturali. Quello che mi sembra più giusto fare adesso è ripartire dalla importante, rilevante collezione del Pecci, che lo pone fra i più importanti musei d'arte contemporanea d'Italia, e reperire gli spazi che le diano l'evidenza che merita».
L'appello di direttori di musei e intellettuali - "Date un direttore al Pecci"
Un gruppo di direttori di musei e esperti di beni culturali italiani ha inviato una lettera al sindaco di Prato e al nuovo direttore del Pecci, Valdemaro Beccaglia, per sollevare la crisi del museo. La lettera richiede la nomina di un nuovo direttore al più presto per evitare di mettere la macchina museale al minimo. Il gruppo di esperti ritiene che il direttore non sia solo responsabile delle mostre, ma anche dell'attività didattica, della cura delle collezioni e della biblioteca. La lettera propone di mandare avanti la riqualificazione e la riorganizzazione del centro con quattro tavoli di consultazione cittadina.
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