«L'aumento del biglietto d'ingresso ai musei? Buttiglione sbaglia, e gliel'ho detto. Tanto più se lo giustifica in chiave antiterrorismo». E ancora: «Le polemiche sui restauri? Venite a vedere che cosa sarebbe diventata 1'"Adorazione dei Magi" di Leonardo se vi avessimo messo mano. E andatelo a dire a Beck, che ogni volta che puliamo un capolavoro grida allo scandalo». Antonio Paolucci, il pontifex maximus dello scrigno d'arte toscano, il soprintendente al polo museale superstar d'Italia, nonché ex ministro per i Beni Culturali, qualche sassolino dalla scarpa se lo leva mentre presenta il suo colpo grosso, nove mostre nove a Firenze, una vernice dietro l'altra per traghettarci da ora all'autunno 2006. Con rassegne da pienone di turisti, sicuramente quella dedicata a «La mente di Leonardo». Alla faccia di chi agita lo spettro dell'attentato islamico e vorrebbe ingessare le città d'arte. Insomma, al professore non piace l'alzata d'ingegno del ministro Udc, che del resto ieri ha fatto una parziale marcia indietro. Minimizzando: «Non è detto che avvenga, ho solo preannunciato una filosofia. Del resto aumentare i biglietti non è un'anatema né uno scandalo.E tra essere opportuno oppure un anatema, ce ne corre». Ribatte a distanza Paolucci: «Il museo è come una biblioteca di figure. Ci si vada dentro a leggere, a sfogliare l'arte. Azzardo. Come in biblioteca non si dovrebbe pagare». Avviene così a Londra, dove tutti i musei statali sono a ingresso libero. «Quella sì - provoca Paolucci che è l'ultima bandiera del liberalismo virtuoso. Le raccolte pubbliche sono del popolo, dunque il popolo non paga. Tutt'al più lascia un'offerta, a sottolineare la sacralità del museo. Invece da noi è diventato spettacolo. E entrare in un museo costa quanto andare a vedere un film in prima visione». Eppure lui, Paolucci, per le nove mostre nove dell'annus mirabilis fiorentino il biglietto del museo lo aumenta, di due euro. Ma come, si contraddice? «Da ministro ho fatto un solo decreto, d'un unico articolo e a costo zero, poi convertito in legge da Veltroni. Il pagamento per l'ingresso nei musei non è una tassa, ma appunto un biglietto. Di conseguenza si può modellare di volta in volta. Gli Uffizi offrono una mostra accanto alle collezioni permanenti? Si paga un po' di più per entrare così come si paga di più il quotidiano il giorno che s'abbina a un altro fascicolo». E che succede con il pubblico, diminuisce? «Il contrario, aumenta». Ecco allora che la mostra fa da volano anche al museo cosiddetto «minore», quello poco visitato. Al Bargello hanno scoperto di essere amati da quando, la scorsa primavera, hanno proposto un'esposizione dedicata al banchiere rinascimentale Altoviti. Così ora ci riprovano con un grande scultore, il Giambologna, negletto in Italia ma gettonato all'estero, tanto che quando un suo oggetto va all'asta supera le quotazioni di un Raffaello. Idem al Museo degli Argenti di Palazzo Pitti. «Un anno fa, se entravano duecento visitatori toccavamo il cielo con un dito. I nostri custodi sonnecchiavano. La noia era sovrana. Poi è venuta, a inizio anno, la mostra su Maria de' Medici. Un successo che ha permesso al pubblico di riscoprirci», confessa la direttrice, Ornella Casazza. Di sorprese e scoperte è anche volano la grand bouffe di eventi fiorentini. Alla Galleria degli Uffizi i disegni di Leonardo saranno accostati alla rovinata tela vinciana dell'«Adorazione dei Magi». Accanto, un video con la simulazione del restauro. Attacca Paolucci: «Qualche anno fa volevamo ripulire il capolavoro. Ci fu una campagna contro, Beck, lo storico dell'arte americano, come al solito predisse sciagure. Insomma, non me la sentii. Adesso, per la prima volta usiamo il computer per mostrare virtualmente che cosa sarebbe avvenuto con il restauro. Escono fuori le velature, i ripensamenti di un dipinto non finito. Il computer ci dà ragione. Così come ci ha dato ragione il restauro del David. Che ho mandato avanti pur in una tempesta di polemiche».
Sbagliato aumentare i biglietti dei musei
Antonio Paolucci, soprintendente al polo museale di Firenze, ha criticato il ministro Udc, che ha aumentato il biglietto d'ingresso ai musei. Paolucci sostiene che il museo è come una biblioteca e che non dovrebbe esserci un pagamento per l'ingresso. Invece, a Londra, i musei statali sono a ingresso libero. Paolucci ha anche criticato la mostra "Adorazione dei Magi" di Leonardo, che è stata oggetto di polemiche per il restauro. Ha affermato che il computer ha dimostrato che il restauro è stato corretto e che il dipinto sarebbe stato diverso se non fosse stato restaurato.
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