Montemartini: dove la cultura si fa accoglienza e ospita ogni domenica una diversa comunità Le prime tre tappe del tour multietnico iniziato il 23 marzo con Cina e poi Albania e Polonia, presegue domenica con l'Ucraina Avrebbero dovuto intitolarla così la manifestazione ideata dal Campidoglio che da alcune domeniche chiama a raccolta le comunità più numerose di immigrati residenti aRoma e spalanca loro gratuitamente le porte della centrale Montemartini, ribalta decentrata dei capolavori dei musei capitolini. Citando un vecchio film made in Usa che stanava pregiudizi e diffidente che sotto la illuminata presidenza di Kennedy ancora marcavano confini invalicabili tra l'America dei bianchi e dei neri. Due mondi paralleli che dopo l'abbattimento delle barriere razziali continuavano a convivere nella stessa città, ignorandosi reciprocamente e mantenendo le distanze, proprio come salvo poche eccezioni accade anche nella capitale tra i romani e il popolo multietnico dei lavoratori extracomunitari. Alla fine ha prevalso un altro titolo più morbido e politicamente corretto: L'accoglienza della cultura, la cultura dell'accoglienza. Ma il senso dell'iniziativa promossa dall'assessorato di Gianni Borgna non cambia. E il successo che sta ottenendo ripaga oltre ogni attesa gli sforzi per organizzarla e far circolare la voce. Merito del copione costruito con ampi margini di adattamento e improvvisazione da Rosella Bennati e dall'archeologa Milli Talamo, direttrice della Montemartini. Ma anche della suggestiva cornice che ospita questi incontri in calendario da tre domeniche. Nulla di più adatto per un ciclo ravvicinato di incontri con l'arte di Roma anticodi questa centrale inizio Novecento sull'Ostiense, nata da un altro accostamento solo apparentemente stridente tra le maestose architetture di un relitto d'archeologia industriale e lo spettacolo delle statue di marmo della Roma dei Cesari. «Un continuo alternarsi di antico e moderno che rispecchia in fondo il fascino e il disorientamento che Roma esercita su chi ci approda da sponde lontanissime per geografia e cultura»,commenta Milli Talamo, ripercorrendo il diario di impressioni ed aneddoti che hanno segnato le prime tre tappe di questo tour multietnico partito il 23 marzo con la Cina e poi proseguito con Albania e Polonia. La curiosità e l'ammirazione destata soprattutto dalle statue degli horti imperiali, raccolti nella seconda sala; lo stupore perle quinte di ferro e di ghisa della macchine in disarmo che incorniciano le opere in mostra. E poi la festa che si ravviva nel finale, quando i visitatori si trasformano in protagonisti per offrire a loro volta un saggio delle proprie radici: i manicaretti imbanditi all'esterno, le proiezioni di filmati e video preparati per raccontare le bellezze dei propri paesi, i concerti e i recital nelle sale d'esposizione. Domenica prossima toccherà all'Ucraina. Una comunità che all'Ostiense è di casa, perché da un anno si riunisce nei giorni di festa sul piazzale dei Mercati generali:fitti capannelli dove ci si scambia informazioni, esperienze, consigli; bancarelle dove si smercia di tutto; picnic e cantate all'aperto, e persino un barbiere che per pochi soldi ti rimette a posto l'anima e la capigliatura. Gli ucraini ricambieranno l'ospitalità della Montemartini con una mostra davvero singolare che evoca il loro modo di prepararsi alla Pasqua: in scena tra le statue centinaia di uova dipinte amano e decorate con ghirigori e disegni. Dopo due domeniche di sosta il programma riprenderà con altre due domeniche dedicate al Marocco(II maggio) e alle Filippine(17 maggio). Agli incontri partecipano anche molti romani: per invogliarli anche un biglietto di visita ridotto a due euro.
Montemartini: la cultura è accoglienza- Indovina chi viene al museo.
La centrale Montemartini di Roma ospita ogni domenica una comunità diversa di immigrati. Il tour multietnico, ideato dal Campidoglio, inizia il 23 marzo con la Cina, seguito da Albania e Polonia. Domenica prossima sarà l'Ucraina a essere ospitata. La manifestazione offre una opportunità di incontro e scambio tra le comunità, con visite guidate alle opere d'arte e spettacoli. La Montemartini, un luogo di archeologia industriale, diventa un centro di accoglienza e cultura. La comunità ucraina, che si riunisce regolarmente nel piazzale dei Mercati generali, presenterà una mostra di uova decorate per la Pasqua.
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