Padre Candido, quasi un secolo sulle spalle, tempra da soldato sotto un aspetto da uccellino in tonaca, l'aveva promesso una ventina d'anni fa: «Non morirò prima della fine del restauro di Sant'Agostino». Ora il restauro della grande chiesa chiusa a via Santa Teresa degli Scalzi - un trionfo di stucchi, legioni di santi, saggi e profeti dai visi uno diverso dall'altro - prosegue rapido dopo i 25 anni di chiusura seguiti al grande terremoto. Domani, addirittura, si apriranno per due giorni i cancelli del cantiere (ingresso da Vico lungo a Sant'Agostino degli Scalzi), ed i napoletani potranno ammirare una chiesa meravigliosa, toccare con mano la delicatezza e l'arte con la quale viene richiamata alla vita. Un museo-cantiere, formula che già si rivelò vincente nella riapertura straordinaria di Santa Maria della Sapienza, come Sant'Agostino parte del prezioso patrimonio del Fec, fondo edifici di culto. Padre Candido, mentre la sua chiesa torna a vivere, s'è ricordato la sua vecchia promessa ed ha preso a consumarsi nelle stanzette del convento ai piani alti, assistito da due confratelli agostiniani. Non scende più, come faceva immancabilmente, per seguire ed interrogare i restauratori. Loro, allora, hanno scelto un piccolo volto di gesso, fra i tantissimi in quel calco del Cielo opera di Lorenzo Vaccaro. Una faccetta sul lato destro, in alto, dell'altare di san Nicola da Tolentino. Per lei niente restauro, resterà una faccia sporca nel trionfo del bianco e si chiamerà, ovviamente, Candido. «Così Sant'Agostino degli Scalzi non sarà mai finito. E padre Candido non potrà mantenere la sua promessa». Manuele Vitulli e Giovanna Izzo, che hanno avuto l'idea di Candido-faccia-nera, sono più che i titolari di una ditta vincitrice di un appalto di restauro per gli stucchi di Sant'Agostino. L'amore con cui staccano quelle facce dal cielo di gesso e chiudono le crepe del terremoto prima di rimetterle a posto, non è da mercenari. «Tutte le ditte vincitrici sono napoletane e ne siamo lieti»: Luciana Arbace, che in quest'impresa di restauro è gli occhi e la mente della Sovrintendenza, ci tiene a rendere merito a quelli che si stanno rivelando alleati preziosi e sensibili. Alla Ac restauri, dice, è affidato il coro di legno, i decori dipinti, il pulpito della Parola, retto dalla colossale aquila di Giovanni l'Evangelista. I dipinti - due bellissime Adorazioni firmate e datate Andrea D'Aste, 1710 - alla Ateneum. «E l'apertura straordinaria di Sant'agostino degli Scalzi - spiega Arbace - sarà affidata alla T-art, una cooperativa di giovani storici dell'arte ed architetti che guideranno i visitatori nel cantiere museo». L'operazione rientra nelle giornate europee del patrimonio culturale (24 e 25 settembre), organizzate da Sovrintendenza e Provincia. Ma la formula del cantiere che si apre temporaneamente alla città fu già l'evento-rivelazione dello scorso maggio dei Monumenti, con il successo della riapertura di Santa Maria della Sapienza. L'idea venne a padre Reale, dell'associazione Oltre il Chiostro, ed un prefetto a Roma la sposò e la rese realizzabile in due mesi. Anche la chiesa di Sant'Agostino, come moltissime altre a Napoli, appartiene infatti (pro-tempore) al direttore del Fondo edifici di Culto, un particolarissimo ente proprietario di tesori d'arte, totalmente autonomo nel corpo del ministero di polizia. Il prefetto Francesco la Motta, che a Napoli è cresciuto, guida il Fec con un'attenzione particolare per la sua città. I fondi per Sant'Agostino sono stati reperiti fra quelli dell'8 per mille destinato allo Stato. Al momento, 700.000 euro. Moltissimi, visto che la coperta dei soldi non basta mai a coprire tutte le infinite necessità di un patrimonio dell'umanità tanto prezioso quanto deperibile. Da domani alle nove, e fino alle 13, con ripresa alle 16 fino alle 19, gli esperti di T-art guideranno turisti e curiosi che si presenteranno all'ingresso laterale della chiesa. Un'occasione per riprendersi un pezzetto di una città unica al mondo.
Chiusa dal terremoto riapre Sant'Agostino
Padre Candido, un agostiniano di 90 anni, ha promesso 25 anni fa di non morire prima del restauro di Sant'Agostino. Il restauro della chiesa chiusa a via Santa Teresa degli Scalzi è in corso e il 24 e 25 settembre si apriranno i cancelli del cantiere per un'apertura straordinaria. I napoletani potranno ammirare la chiesa e toccare con mano la delicatezza e l'arte con la quale viene richiamata alla vita. Il cantiere è stato affidato alla T-art, una cooperativa di giovani storici dell'arte ed architetti. Il restauro è stato finanziato con fondi dell'8 per mille destinato allo Stato.
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