La più piccola era Anna che aveva due anni e mezzo, poi c'era Iole che di anni ne aveva nove e Angiolina, ventidue, Bruna che ne aveva ventitré. Ma questi sono soltanto alcuni dei nomi delle vittime della strage nazista a Berceto, nella provincia fiorentina di Rufina, avvenuta il 17 aprile 1944. Il posto in cui avvenne quell'esecuzione oggi è una casa in abbandono e decrepita, con il tetto mezzo sfondato e i muri pieni di umidità. C'è su change.org una petizione per salvare la casa della memoria che ha già raccolto 20 mila firme. La petizione lanciata a febbraio dall'associazione "Rufina Che Verrà" chiede alle autorità competenti di salvare dal crollo la "Casa della memoria" a Berceto, nel Mugello, l'edificio che è il testimone muto della strage nazifascista del 17 aprile 1944, nella quale furono trucidate 11 persone, e nel 2016 riconosciuta dal Mibact "luogo di interesse storico". Erano i soldati della divisione Goring Luftwaffe l'aeronautica tedesca, che stavano facendo dei rastrellamenti in Mugello e nel Casentino. Arrivano a Berceto: dove alcuni partigiani del gruppo intitolato a "Lanciotto Ballerini" la sera prima avwevano trovato ospitalità in una capanna sul retro dell'abitazione della famiglia Vangelisti. Il capofamiglia, Lazzaro, pregò i partigiani di allontanarsi, ma non ci fu tempo. I soldati tedeschi imbracciarono le armi: "Era il 17 aprile 1944 quando a Berceto, piccolo borgo nel Comune di Rufina (FI), la ferocia nazifascista trucidò undici persone di cui nove civili e due partigiani - si legge nella petizione - . Furono barbaramente uccisi Anna Vangelisti (due anni e otto mesi), Iole Vangelisti (nove anni), Angiolina Vangelisti (ventidue anni), Bruna Vangelisti (ventitre anni), Giulia Alinari in Vangelisti (quarantasei anni), Alessandro Ebicci (settantotto anni), Isola Geri negli Ebicci (quarantanove anni), Fabio Soldeti (ottantuno anni), Iolanda Soldeti (diaciannove anni) e due partigiani: Mauro Chiti di diciannove anni e Guglielmo Tesi di ventuno anni.Ora, la casa dove questa strage è accaduta sta crollando e, se le Istituzioni non interverranno quanto prima, la storia rischia di inghiottire per sempre questa terribile vicenda che, invece, deve restare viva". I luoghi sono importanti, la geografia della Storia. "Nel 2016 il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo (con decreto n. 18 del 2016) e per esso la Soprintendenza belle arti e paesaggio per le province di Firenze, Pistoia e Prato ha finalmente riconosciuto la casa dove avvenne la strage quale luogo di "interesse particolarmente importante per il suo riferimento alla storia politica, militare e sociale" e , come bene culturale di particolare interesse storico, il casolare e tutta l'area limitrofa è sottoposta a tutti i vincoli previsti dalla legge, in particolare per quanto riguarda la sua conservazione, grazie alla testimonianza diretta di Vera Vangelisti, sopravvissuta all'eccidio - prosegue la petizione -.L'immobile è tutt'ora di proprietà privata tuttavia, nonostante l'apposizione del vincolo, nessun intervento di sistemazione è stato posto in essere tanto che non è difficile prevedere un imminente crollo della casa. Fra pochi anni di Berceto rimarranno solo le rovine e sarà davvero ingiusto commemorare le vittime di fronte ad un cumulo di macerie. Noi non possiamo accettare che ciò accada".
Stragi naziste: 20mila firme per salvare la casa della memoria di Rufina
A Berceto, nella provincia di Rufina, nella Toscana, è avvenuta una strage nazista il 17 aprile 1944, in cui sono stati trucidati 11 persone, tra cui 9 civili e 2 partigiani. La casa dove è accaduto il massacro è in abbandono e decrepita, con il tetto mezzo sfondato e i muri pieni di umidità. C'è una petizione su change.org per salvare la casa della memoria, che ha già raccolto 20 mila firme. La petizione chiede alle autorità competenti di salvare la casa dal crollo. Nel 2016, il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo ha riconosciuto la casa come luogo di interesse storico.
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