Non so quanti fiorentini coltivino come me un penchant per l'Isola dei Morti di Böcklin, o meglio per il luogo che la ispirò; di certo non molti, perché non ci incontro mai troppa gente. Parlo ovviamente di piazzale Donatello, il cui Cimitero degli Inglesi ispirò il noto quadro simbolista. In effetti, se un tempo le vecchie tombe in stile romantico che punteggiano il tumulo erano tappa fissa degli angloamericani di passaggio, oggi tra essi non ve n'è più nozione e, complice anche il relativo isolamento cagionato dalla sua riduzione a rotonda spartitraffico, tal fauna è stata sostituita da tutt'altra: famiglie nomadi che, protette alla vista dalle siepi, nel vialetto interno dell'ovale fanno addirittura il bucato. E tra i loro panni stesi bassi passeggio io, a volte straniandoli un poco, conscio che la fascinazione per la gypsy nature era essa pure un tratto della cultura romantica, non meno di quella per le tombe monumentali.
Firenze. Famiglie e panni stesi nell'Isola dei morti in piazza Donatello
Non so quanti fiorentini coltivino come me un penchant per l'Isola dei Morti di Böcklin, o meglio per il luogo che la ispirò; di certo non molti, perché non ci incontro mai troppa gente. Parlo ovviamente di piazzale Donatello, il cui Cimitero degli Inglesi ispirò il noto quadro simbolista. In effetti, se un tempo le vecchie tombe in stile romantico che punteggiano il tumulo erano tappa fissa degli angloamericani di passaggio, oggi tra essi non ve n'è più nozione e, complice anche il relativo isolamento cagionato dalla sua riduzione a rotonda spartitraffico, tal fauna è stata sostituita da tutt'altra: famiglie nomadi che, protette alla vista dalle siepi, nel vialetto interno dell'ovale fanno addirittura il bucato. E tra i loro panni stesi bassi passeggio io, a volte straniandoli un poco, conscio che la fascinazione per la gypsy nature era essa pure un tratto della cultura romantica, non meno di quella per le tombe monumentali.
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