Impegno della Iervolino davanti agli intellettuali. E replica al soprintendente Guglielmo «TRANQUILLI, il centro storico di Napoli non perderà il marchio Unesco. Posso dirlo con la massima sicurezza. E stia tranquillo anche il sovrintendente Enrico Guglielmo. Il Comune non è sordo, abbiamo tutti un ottimo udito, lo e lui, del resto, parliamo quasi ogni giorno». Arriva Rosa Russo Iervolino a Palazzo Serra di Cassano e il sindaco si schiera al fianco del Comitato per il restauro del centro storico guidato da Gerardo Marotta e Francesco Paolo Casavola. Comitato che nei giorni scorsi ha lanciato un appello al sindaco e che nella sede dell'Istituto italiano per gli studi filosofici ha concretizzato una proposta che per i restauri spiega Casavola, «punta sulla fiscalità di vantaggio, cioè su detrazione Irpef negli interventi in misura del 70-80 per cento». Appello siglato tra gli altri da Alda Croce, Raffaele Raimondi, Augusto Graziani, Paolo Stampacchia, Adriano Giannola, Luigi Fusco Girard, Giulio Pane, Aldo De Chiara, Carlo Jannello e Guido Donatone. Gerardo Maretta ha puntato l'indice sul governo che «non ha mantenuto gli impegni previsti dalla convenzione Unesco». Mentre Casavola ha avvisato: «SI al restauro del centro storico ma un no deciso a qualsiasi progetto che arrivi dall'alto. Il Comune deve saper ascoltare e programmare». La Iervolino ha seguito con attenzione il dibattito e, accompagnata in sala dall'assessore all'edilizia Amedeo Lepore, ha elencato gli interventi già messi in campo con il sostegno della Regione, la cosiddetta operazione Sirena. «Un investimento di 53 milioni e mezzo di euro ha spiegato il sindaco per il restauro delle facciate e per interventi strutturali che ha messo in moto un'operazione da 178 milioni di euro per 824 edifici del centro storico. Per il 2005 noi del Comune abbiamo già inserito in bilancio altri nove milioni e sta per partire anche il piano di riconversione dei I bassi da trasformare in strutture di servizio».