Nessuna dichiarazione pubblica e maggiore vigilanza. Sono queste, in estrema sintesi, le richieste del direttore di Palazzo Reale Mario Epifani ai suoi dipendenti in una comunicazione di servizio diramata nella giornata di ieri. C'è da serrare i ranghi dopo la misteriosa sparizione del candelabro dall'altare della Cappella Palatina. Un pezzo di fine 800 è letteralmente scomparso dalle sale del Palazzo e, nonostante l'indagine interna, non si è ancora capito quando e come il pezzo è stato sottratto, se sia stato rubato o spostato nei depositi sotterranei. Intanto Epifani, nel documento interno, ha chiesto ai lavoratori del Palazzo di astenersi «da dichiarazioni pubbliche, orali e scritte che siano lesive dell'immagine e del prestigio dell'Amministrazione. Che la notizia delle verifiche in corso sul candelabro disperso sia giunta all'esterno e in particolare agli organi di stampa senza che la direzione ne fosse informata si legge ancora nella nota e prima che le indagini in corso potessero chiarire l'accaduto è fatto indubbiamente lesivo dell'immagine del museo». La richiesta di riservatezza espressa da Epifani, secondo la stessa direzione «è un atto dovuto propedeutico al prosieguo dell'indagine interna», mentre per alcuni dipendenti la circolare diramata sa tanto di "tentativo di bavaglio". «Non c' è alcun motivo per non parlare con voi giornalisti spiega al Corriere del Mezzogiorno un lavoratore che chiede di restare anonimo di un fatto che dovrebbe essere di dominio pubblico. Parliamo di un bene della città e dell'intero Paese, di una sparizione inquietante avvenuta in uno dei luoghi simbolo di Napoli. Chiederci di non parlare, di restare zitti sa tanto di inadeguatezza e improvvisazione, la sensazione è che la vicenda si stia gestendo male. Noi dipendenti stiamo vivendo con insofferenza tutta la vicenda, speriamo si risolva quanto prima, anche perché va avanti da un bel po' di tempo». Il direttore, come annunciato negli scorsi giorni, ha materialmente presentato denuncia ai carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale. «Con gli uomini dell'Arma c'è totale collaborazione», ha detto Mario Epifani che per ora ha rafforzato i servizi di vigilanza interna nell'attesa di un sistema di videosorveglianza che controlli anche zone esterne che, fino a questo momento, non risultano coperte degli occhi elettronici delle telecamere.
Candelabro sparito da Palazzo Reale. Denuncia ai carabinieri
Il direttore di Palazzo Reale Mario Epifani ha richiesto ai dipendenti di astenersi da dichiarazioni pubbliche sulla sparizione del candelabro dall'altare della Cappella Palatina. La direzione ha chiesto di mantenere la riservatezza sull'indagine in corso, ma alcuni dipendenti ritengono che ciò sia un tentativo di bavaglio. La vicenda è stata segnalata agli organi di stampa senza che la direzione ne fosse informata, il che potrebbe essere considerato lesivo dell'immagine del museo. Il direttore ha presentato denuncia ai carabinieri e ha rafforzato i servizi di vigilanza interna. La collaborazione con gli uomini dell'Arma è stata confermata.
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