Sulla tessera della biblioteca pare si identificasse come «ricercatore universitario» anche se in realtà era da tempo disoccupato. Ma, in effetti, il suo era davvero un lavoro certosino di «ricerca» e, per portarlo avanti, non esitava a spostarsi attraverso mezzo Veneto, non rinunciando a sconfinare anche in Emilia e Friuli. Il suo lavoro di raccolta, che senza dubbio ha richiesto degli anni, è stato scoperto lunedì mattina dagli agenti della polizia locale di Venezia, allertati dal personale della biblioteca civica di Mestre: era scattato l'allarme delle placche anti-taccheggio e, dalle telecamere, erano convinti di aver riconosciuto un possibile ladro di libri, forse responsabile di aver fatto sparire una ventina di volumi. Quando è stato fermato dai vigili in borghese all'uscita l'uomo, 48 anni, aveva nello zaino tre tomi ormai senza targhetta antifurto; gli agenti però non si sono accontentati e hanno deciso per una perquisizione domiciliare. Non potevano immaginare cosa si sarebbe parato loro davanti: in casa, a Dolo, nel Veneziano, l'uomo nascondeva più di 1.100 libri rubati, stipati tra scaffalature, tavoli, scatoloni, persino buste di plastica della spesa gonfie a scoppiare e ammassate a decine; in totale, il valore stimato dei testi superava gli 80 mila euro: erano per la maggior parte volumi specialistici, libri di testo universitari, pubblicazioni scientifiche il cui prezzo, in libreria, oscillava tra i 70 e i 100 euro; chimica, fisica, matematica, algebra, scienze dei polimeri, principi di fisica aeronautica, elettrochimica, propulsione magnetica, diverse biografie e volumi storici, addirittura intere enciclopedie composte da decine di volumi, portate via un pezzo alla volta. Le etichette identificative hanno permesso ai poliziotti di confermare l'origine dei libri, rubati nelle biblioteche universitarie di Venezia, Padova, Udine, Ferrara e in quelle pubbliche di Spinea, Bassano, Martellago, Mira, Padova, Borgo Valsugana, Mirano, Scorzè, Castel Tesino, Ponte San Nicolò, Mogliano Veneto, San Donà di Piave, Portogruaro, Abano Terme, Noale e Vicenza, oltre a quelle di laguna e terraferma veneziana. Se a Spinea, a Vicenza e a Udine erano stati sottratti 35, 25 e 43 tomi, all'università Ca' Foscari si arrivava a quota 260, all'ateneo padovano ben 423; anche alla biblioteca civica di Mestre le stime sono state abbondantemente superate: non 20 libri, ma 113. L'uomo, che viveva solo con l'anziana madre, ha spiegato di aver lavorato in passato in ambito universitario, con contratti a tempo indeterminato, ma da diversi anni risulta disoccupato; difficile capire cosa intendesse fare con i libri rubati, anche se non si può escludere la possibilità che intendesse rivenderli nel circuito dell'usato, tutto è ancora da chiarire. Per il 48enne è arrivata una denuncia per furto pluriaggravato continuato e ricettazione. Ora resta un lungo lavoro di riconsegna da completare, complicato dove manchino le documentazioni aggiornate: basti pensare che la sola Ca' Foscari conta oltre un milione e 200 mila testi in consultazione tra nove biblioteche, impossibile un inventario continuo.
Venezia. Preso il ladro di libri che rubava nelle biblioteche. Aveva 1.100 opere
Un uomo di 48 anni è stato fermato dalla polizia per aver nascosto in casa oltre 1.100 libri rubati. I libri, valutati in oltre 80.000 euro, erano stati rubati dalle biblioteche universitarie di diverse città del Veneto e dell'Emilia-Romagna. L'uomo, che viveva solo con la madre, aveva nascosto i libri in scaffalature, tavoli e scatoloni in casa a Dolo. La polizia ha scoperto il nascituro ladro durante una perquisizione domiciliare. L'uomo ha spiegato di aver lavorato in passato in ambito universitario, ma da diversi anni è disoccupato. È stato denunciato per furto pluriaggravato continuato e ricettazione.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo