È intendimento di questo Ministero tradurre in atto lo scopo dell'acquisto del Palazzo Barberini, e cioè dare alla Galleria Nazionale d'Arte Antica quella decorosa sistemazione che l'importanza delle sue raccolte, note in tutto il mondo, legittimamente reclama. Questo Ministero ha esercitato la prelazione sull'intero complesso immobiliare del Palazzo a norma della legge 10891939, ed esso è stato preso in possesso dal Demanio e consegnato a questa Amministrazione. La destinazione della Galleria a Palazzo Barberini è stata invocata e ripetutamente sollecitata dalla stampa, dai corpi scientifici, da studiosi e persino da un'Altissima Personalità. A tale scopo si rende necessario che il Circolo delle Forze Armate metta immediatamente a disposizione di questo Ministero i locali da esso occupati, ed è presumibile che tale Circolo, essendo a conoscenza degli scopi per cui l'edificio veniva acquistato da parte dello Stato, abbia già da tempo iniziata la ricerca di altra sede. In caso contrario, questo Ministero si riserva - con suo rincrescimento - di adire le altre vie previste dalle Leggi». Sembra una lettera di questi giorni, scritta dal ministro Buttiglione al ministro Martino, ma non è così. Chi firma la lettera, datata 23 marzo 1951, è Guido Gonella, ministro della Pubblica Istruzione nel VI governo De Gasperi (ministro della Difesa era allora Randolfo Pacciardi); l'«Altissima Personalità» che sollecitava la consegna di Palazzo Barberini alla Galleria Nazionale è il Presidente della Repubblica Luigi Einaudi. Cinquantaquattro anni dopo, nulla è cambiato. Il Circolo Ufficiali delle Forze Armate, che nel 1934 aveva affittato una parte dei locali dai principi Barberini, continua a occuparli fino ad oggi, e la capitale d'Italia non ha ancora una sede appropriata per la Galleria Nazionale d'Arte Antica, nonostante la lettera di Gonella e un ordine del giorno della Camera (1952) che impegnava il governo a «procedere con la massima energia per ottenere lo sgombero dei locali di Palazzo Barberini». Senza ripercorrere la lunga e deprimente storia di questo braccio di ferro fra due Ministeri, basta ricordare che la concessione al Circolo fu rinnovata nel 1953 con la perentoria scadenza al 1965, che non fu però rispettata; e che nel 1993 il Ministro dei Beni Culturali del governo Ciampi, Alberto Ronchey, notificò al Circolo (invano) un decreto di sfratto esecutivo. La soluzione del problema parve vicina nel 1997, quando il ministro dei Beni Culturali Walter Veltroni e il ministro della Difesa Beniamino Andreatta firmarono, in presenza del presidente del Consiglio Romano Prodi, un protocollo d'intesa secondo cui i Beni Culturali concedevano alla Difesa la Palazzina Savorgnan e altre pertinenze di Palazzo Barberini, prendendo possesso dell'edificio principale, in cui peraltro (unico punto debole di quell'accordo) alcuni prestigiosi ambienti restavano a disposizione del Circolo per 50 giorni l'anno. Di conseguenza, la Palazzina Savorgnan (già destinata a laboratorio di restauro) fu sgombrata e restaurata, ed è ormai quasi pronta ad accogliere il Circolo. È intanto completato il progetto di ristrutturazione di Palazzo Barberini per accogliere la Galleria Nazionale, rendendo così possibile l'esposizione di centinaia di capolavori relegati nei depositi (l'80 delle proprie collezioni!). È a questo punto che il ministro della Difesa Antonio Martino, come questo giornale ha a suo tempo riportato, scrive al suo collega di governo Giuliano Urbani (dicembre 2004) argomentando che l'accordo del 1997 era ispirato dall'ostilità verso le Forze Armate del governo di centro-sinistra, e proponendo una ben diversa ripartizione degli spazi, con ampie porzioni riservate al Circolo, che di fatto vanificherebbe il progetto di una Galleria Nazionale a Palazzo Barberini. Di fronte al sollevamento dell'opinione pubblica e dei giornali, di fronte alla netta dichiarazione del nuovo ministro dei Beni Culturali Rocco Buttiglione che pacta sunt servanda e che l'accordo del 1997 va rispettato alla lettera, di fronte all'imminente fine dei lavori nella Palazzina destinata a nuova sede del Circolo e all'offerta del Sindaco di Roma Veltroni di trovare per esso una nuova, prestigiosa sede in città, si potrebbe credere che l'annosa vicenda fosse avviata a un lieto fine. Ma il ministro della Difesa non decampa, non demorde, anzi. In una recentissima lettera a Buttiglione, Martino ribadisce che chi vuole «estromettere» gli ufficiali da Palazzo Barberini è ispirato da un «anacronistico e indegno sentimento antimilitarista», sostiene che i Beni Culturali hanno mostrato «astrattezza, unilateralità, pratica negazione della cooperazione», andando «contro il senso comune e il significato dello Stato»; insomma, un tentativo «incomprensibile e sconcertante» di «espropriare dignità» al nostro Paese e alle nostre Forze Armate. Con questi argomenti, Martino revoca unilateralmente l'accordo del 1997 e dichiara che il Circolo Ufficiali non arretrerà di un millimetro. Di fronte a tanta sprezzante arroganza, un solo commento è possibile. Palazzo Barberini fu acquistato dallo Stato nel 1949, espressamente e integralmente, per esser sede della Galleria Nazionale di Arte Antica, e come tale fu consegnato dal Demanio nel 1951 all'Amministrazione dei beni culturali. Nonostante la lettera di Gonella, nel 1953 una nuova convenzione prorogò l'affitto al Circolo Ufficiali fino al 1965, ma da allora ad oggi (quarant'anni!) il Circolo non paga nessun canone, e occupa parte del Palazzo a titolo del tutto abusivo. Se chi chiede che Roma abbia finalmente la sua Galleria è un nemico delle Forze Armate, allora tali furono non solo Veltroni, Andreatta e Prodi, ma Luigi Einaudi, Alcide D e Gasperi, Guido Gonella, Alberto Ronchey. Chi espropria, anzi offende, la dignità del Paese, le sue leggi e i suoi cittadini? Chi rivendica il rispetto delle leggi e dei patti o chi pretende di trasformare un'occupazione abusiva in diritto di proprietà? Perché proprio il Ministro della Difesa in carica vuole accreditare un'immagine, certamente falsa e anzi gratuitamente offensiva, del nostro esercito come violatore delle leggi e dei patti, prepotente, nemico della cultura? Che cosa farà il presidente del Consiglio Berlusconi per risolvere questo conflitto indecoroso all'interno del suo governo? Il Parlamento del 2005 saprà pronunciarsi come fece quello del 1952?
PALAZZO BARBERINI: Il Ministro ci ripensa
Il Palazzo Barberini è stato acquistato dallo Stato nel 1949 per essere sede della Galleria Nazionale d'Arte Antica. Tuttavia, il Circolo Ufficiali delle Forze Armate, che occupa una parte del palazzo, non ha pagato canoni da oltre 50 anni. Nel 1997, è stato firmato un accordo tra il Ministero dei Beni Culturali e il Ministero della Difesa, secondo cui la Palazzina Savorgnan sarebbe stata sgombrata e restaurata, mentre il Circolo Ufficiali sarebbe stato trasferito in una nuova sede. Tuttavia, il Ministro della Difesa Antonio Martino ha revocato l'accordo e ha affermato che il Circolo non arretrerà di un millimetro.
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