Misteriosa sparizione al Palazzo Reale di Napoli. A mancare all'appello è uno dei candelabri dell'altare della Cappella Palatina, un pezzo di fine Ottocento-inizio Novecento, non appartenente agli arredi originari e non censito negli archivi fino al 1950. A precisare che si tratta per ora di una "mancanza" emersa durante il lavoro di inventario è la stessa direzione del Palazzo. La scoperta sarebbe stata fatta da uno dei funzionari che durante un controllo ha notato che i candelabri presenti sull'altare, non erano più tre, bensì due. Si pensi che in origine erano addirittura sei. Nessun allarme, per ora, come dicevamo prima, ma un certo disappunto per una situazione che si sta cercando di risolvere internamente con un'indagine tra impiegati e lavoratori del Palazzo. La vicenda è avvolta da un certo mistero, perché pare che il pezzo manchi già da qualche mese, almeno da novembre, quando grazie ad alcune immagini televisive andate in onda in un servizio della testata giornalistica regionale, si poteva notare che i candelabri erano già due e non tre. Il pezzo giornalistico è stato realizzato 10 giorni dopo l'arrivo del nuovo direttore, Mario Epifani, nominato alla guida del Palazzo Reale di Napoli all'inizio di novembre dello scorso anno, poi c'è stata la chiusura dei musei causa Covid. Il furto, la sottrazione o lo spostamento potrebbe essere avvenuto anche alcuni anni fa, è difficile poter immaginare la data esatta o il periodo. Inutile ricorrere alle immagini di videosorveglianza interne alla struttura, visto che i filmati hanno una scadenza e dopo un determinato periodo di tempo vengono cancellati. Bisognerà ricostruire la sparizione attraverso eventuali immagini fotografiche e testimonianze di impiegati e dipendenti. «Quanto accaduto a Palazzo Reale ha dell'incredibile sottolinea il consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli . Ho scritto al direttore in maniera ufficiale per avere chiarimenti ma non ho ricevuto alcuna risposta, spero si stiano facendo i dovuti controlli e verifiche per dare risposte chiare. La questione non è gestita in maniera corretta, perché se si sapeva già da prima, bisognava denunciare subito il fatto, nel caso contrario è assurdo che sia servita la segnalazione di alcuni cittadini per far venire fuori una situazione incresciosa come questa». Intanto la verifica interna attivata dal direttore Epifani non ha ancora prodotto alcun risultato, c'è da verificare anche se eventualmente il candelabro sia stato portato nei sotterranei di Palazzo Reale o nei magazzini, per questo dalla direzione non c'è ancora l'intenzione di parlare di furto, e anche in una eventuale denuncia da effettuare negli uffici di polizia o carabinieri, non si parlerà di furto, ma solo di "mancanza". «La scomparsa del candelabro nella cappella Palatina di Palazzo Reale spiega Antonio Pariante del Comitato civico Portosalvo è un fatto di una gravità inaudita che ci autorizza a stigmatizzare l'organizzazione per la tutela e la conservazione del grande patrimonio artistico e culturale della nostra città che da anni continua ad essere oggetto di ruberie e trafugamenti senza limite. Ci sono tutt'oggi decine di chiese incustodite in tutto il centro storico che sono ancora alla mercé dei ladri e che nessuno protegge. Una di queste è la chiesa di Santa Croce al Mercato che recentemente ha subito l'ennesimo assalto dei ladri senza alcun rimedio».