Per il completamento del restauro della chiesa di S. Eulalia dei Catalani di via Argenteria Nuova sono stati stanziati dal Comune 1.394.430,00 euro. Secondo il Piano per il recupero e lo sviluppo del centro storico i lavori sarebbero dovuti partire entro il 2003. Ma ancora il cantiere non viene aperto. Tre anni fa fu ultimato il restauro filologico dell'organismo architettonico, al fine di ristabilirne la piena fruibilità con attività culturali. Ma oggi è adoperato a singhiozzo. Invero il restauro della prima trance di lavori è stato un intervento per bloccare i processi di degrado. Il sindaco Diego Cammarata, al momento dell'inaugurazione del primo restauro, presente il cardinale Salvatore De Giorgi, fece intendere che il recupero del sito poteva rappresentare una grande opportunità di rinascita sociale ed economica della Vucciria. Ma i problemi del mercato sono soltanto peggiorati. E in questi giorni «Salvare Palermo», per tenere viva l'attenzione sul problema del degrado della Vucciria, ha organizzato una serie di manifestazioni che comprendono mostre fotografiche e convegni. Il giorno 23 settembre a palazzo Branciforte si terrà un dibattito per trovare nuove strategie per lo storico mercato. Sono previsti interventi di noti urbanisti, fra i quali Leonardo Urbani, Giuseppe Trombino ed Enzo Proietti. I lavori saranno introdotti da Nino Vicari, presidente di «Salvare Palermo». Intanto, in attesa che partano i lavori di completamento del complesso di S. Eulalia, non resta che raccontare la storia del sito. La chiesa era di proprietà degli Stabilimenti Spagnoli in Italia, che qualche anno addietro l'hanno ceduta alla città di Palermo. Il complesso è composto dalla chiesa e da diversi edifici che si estendono fino alla retrostante via della Rosa Bianca. Si tratta di un vasto isolato che nel passato appartenne ai catalani arrivati nella nostra città alla fine del XIII secolo. Fu quella una colonia che col tempo diventò sempre più numerosa e poté giovarsi dalla protezione dei regnanti aragonesi e spagnoli. L'impianto originario di S. Eulalia va fatto risalire al 1282, anno della prima emigrazione dei mercanti catalani a Palermo. La chiesa, in un primo tempo, portò il nome della Santissima Vergine e soltanto nel 1630 fu dedicata a S. Eulalia Vergine e Martire catalana. L'attuale impianto sembra sia della fine del Cinquecento. Si accede alla chiesa da via Argenteria Nuova, attraverso un portale monumentale. Scrive Adriana Chirco nel volume «Palermo, la città ritrovata»: «Sulla strada si affaccia solo il fronte d'ingresso, costruito nel tardo '500 secondo lo stile plateresco, importato dalla Spagna. Si tratta di un'articolata facciata, intelaiata da colonne e trabeazioni, disposta su tre ordini; negli ultimi sono alcune interessanti decorazioni: nel secondo ordine grandi arcate racchiudono stemmi e fregi; nel terzo, ghirlande a motivi floreali incorniciano busti dei re aragonesi. Un passaggio scoperto immette nella chiesa, costruita nelle sue forme attuali nel 1630 e lasciata incompleta. L'edificio ha pianta a croce greca su base quadrata; quattro pilastri dovevano sostenere la cupola mai costruita; una trabeazione continua corre sotto le volte, unificando lo spazio, suddiviso lateralmente da archi centrici; nei pennacchi si scorgono affreschi seicenteschi, mentre il paramento murario è intonacato con particolari architettonici in pietra». Per le strutture interne sono state usate colonne in marmo fatte arrivare da Barcellona. Due di esse sono costituite da blocchi marmorei monolitici di «Broccatello di Spagna». Fanno parte dell'impianto della chiesa anche due corpi adiacenti all'altare maggiore; si tratta di due vani in forma irregolare destinati a sacrestia e servizi, che si affacciano sul vicolo della Rosa Bianca. La chiesa fu utilizzata a scopi religiosi fino al 1968. Col tremendo terremoto di quell'anno subì diversi danni e venne chiusa al culto. Dopo gli anni Settanta fu usata come magazzino, palestra, deposito di sfabbricidi e stalla. Durante il degrado è stata più volte presa di mira da ignoti ladri che hanno portato via pavimenti in maiolica, sculture, stucchi.