Un piano salva coste modello Sardegna e un parco interregionale del Tevere candidato al titolo di "parco nazionale". Ecco le due sfide lanciate dall'assessore all'Ambiente e Cooperazione tra i Popoli Angelo Bonelli nel corso della conferenza stampa dedicata ai primi risultati relativi al "viaggio" nell'alveo del fiume Tevere firmato dai docenti de La Sapienza e finanziato dall'Autorità di bacino del Tevere e dalla Regione Lazio. Ha chiesto la "concertazione fra le Istituzioni" Bonelli, auspicando per il biondo Tevere «la pianificazione di una politica di interventi, anche attraverso un progetto di legge nazionale, volti alla depurazione e messa in sicurezza dei fiumi Tevere e Aniene come è stato per il Tamigi». Nel frattempo sarebbero già cominciati i lavori per la realizzazione del parco interregionale del fiume Tevere: «Già la prossima settimana - ha spiegato l'assessore - a Perugia si terrà il primo incontro tecnico tra le regioni interessate (Emilia Romagna, Toscana, Lazio e Umbria) poi bisognerà definire l'intesa». Troppo presto per parlare di costi: "Inizialmente ogni regione interverrà con le proprie risorse". Non solo. Tra le priorità individuate dall'assessore ci sono anche uno studio dettagliato per individuare i tratti del fiume più soggetti ad erosione e un piano salva coste come quello presentato (e approvato) dal presidente della Regione Sardegna Renato Soru: «Non dimentichiamo - ha detto l'assessore - che la cementificazione è una delle maggiori cause dell'erosione. Anche il Lazio deve tutelare il suo litorale e le coste teverine». Protagonista incontrastato dell'incontro, il Tevere si è mostrato alla platea del Circolo Canottieri Aniene, attraverso una serie di slide commentate passo a passo dai professori Marcello Bernabini e Francesco Chiocci, ottenute grazie a una lunga "ricerca sul campo" che prevedeva la ricostruzione della morfologia dell'alveo e della stratigrafia delle formazioni geologiche sottostanti, dalla foce fino a Ponte del Grillo, per una lunghezza di circa 80 chilometri. Il primo viaggio sul fondale del Tevere è stato possibile grazie a uno strumento ad alta tecnologia, l'ecoscandaglio a multifascio. "Questa prima visione dell'alveo -ha detto il Segretario generale dell'Autorità di bacino del fiume Tevere, Roberto Grappelli - consentirà di avere anche informazioni sull'idrodinamica del fiume, sul trasporto delle sabbie, importante per i problemi di erosione costiera alla foce, sulla stabilità delle infrastrutture, sulla navigabilità dell'alveo e sulla distribuzione dei sedimenti". Sul fronte dell'archeologia invece, nel canale di Fiumicino, nei pressi di Capo dei due Rami, sono state rinvenute colonne di circa 20 piedi con diametro di 2 piedi e mezzo e blocchi quadrati. Mentre nell'area del fiume di ponte Vittorio Emanuele II, dove ancora oggi nei periodi di magra è possibile vedere la parte occidentale del Pons Neronianus, le immagini del dispositivo hanno rilevato le parti occidentali e centrali del ponte. Ancora, all'altezza di Testaccio, nel punto in cui le mura Aureliane attraversano il fiume, le immagini hanno evidenziato la presenza di un'imponente struttura in blocchi: si ipotizza che nell'area ci fosse un dispositivo di difesa per impedire il passaggio delle imbarcazioni delle aree esterne alla chiusura delle mura a quelle interne. Tra i reperti anche due piloni di un ponte all'altezza dell'Aventino: secondo le prime analisi si potrebbe trattare dei resti del più antico ponte di Roma, il pons Sublicius, fatto demolire da Papa Sisto alla fine del '400.
Tevere, quattro Regioni per la salvezza
L'assessore all'Ambiente e Cooperazione tra i Popoli Angelo Bonelli ha presentato i primi risultati del "viaggio" nell'alveo del fiume Tevere, finanziato dall'Autorità di bacino del Tevere e dalla Regione Lazio. Il Tevere è stato seguito da docenti de La Sapienza con uno strumento ad alta tecnologia, l'ecoscandaglio a multifascio, che ha consentito di avere informazioni sull'idrodinamica del fiume, sul trasporto delle sabbie e sulla stabilità delle infrastrutture. Sono state anche rinvenute colonne e blocchi di epoca romana, tra cui un'imponente struttura in blocchi che si ipotizza fosse un dispositivo di difesa per impedire il passaggio delle imbarcazioni.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo