Per Milano sono due simboli: il Cenacolo vinciano, che riapre al pubblico da oggi, e il Duomo che torna ad accogliere i visitatori da giovedì. È anche attraverso questi passaggi che la metropoli prova a respirare l'aria sana della normalità. «Un segno importante, che ci auguriamo possa preludere a una stagione di ripresa per l'intera città, cui le attività culturali contribuiscono in maniera determinante», ha commentato il presidente della Veneranda Fabbrica del Duomo, Fedele Confalonieri. Dal 5 novembre scorso il Duomo è sempre rimasto aperto al culto, ma non era più possibile girare fra le navate né accedere alle Terrazze. Il 2019 era stato un anno record con oltre due milioni e 800 mila visitatori, crollati nel 2020 a circa 590 mila. La perdita per i mancati incassi nel 2020 rispetto al 2019 è stata quantificata in circa 23 milioni di euro. Un disastro e un problema particolarmente sentito dalla cattedrale i cui continui e leggendari interventi di manutenzione hanno dato vita all'espressione milanese «sembra la fabbrica del Duomo» per alludere a un'opera che non finisce mai. Visitare il Duomo è dunque anche un modo per sostenerlo, ha sottolineato Confalonieri, perché i restauri si finanziano in gran parte con gli introiti della biglietteria. Questo della pandemia è stato per tutti i musei un periodo di grande sofferenza, ma nello stesso tempo, da Nord a Sud, si sta rivelando un'opportunità per trasformare le istituzioni culturali da prede frettolose dei turisti in punto di riferimento culturale e identitario per le comunità dei diversi territori. Non a caso sia dal Cenacolo che dal Duomo l'invito a tornare è stato rivolto prima di tutto ai milanesi e ai lombardi presentandolo come un'occasione speciale e forse irripetibile di ammirare con calma luoghi prima spesso preclusi a causa del grande affollamento. I visitatori del Duomo venivano dall'estero per oltre il 60 per cento e, adesso che i confini regionali sono ancora chiusi, diventa cruciale la solidarietà di milanesi e lombardi. Da giovedì riapre anche il museo del Duomo ospitato nel Palazzo Reale e tornano le visite guidate, in promozione con uno sconto del 20 per cento e con prenotazione online per evitare le code già registrate per esempio alla mostra su Tiepolo alle Gallerie d'Italia, in piazza della Scala. Come in tutti i luoghi d'arte, anche al Duomo si rammaricano per le limitazioni imposte dal governo: la richiesta unanime è di consentire l'accesso nei fine settimana, ancora vietato nelle zone gialle, per rendere economicamente sostenibili le riaperture e garantire anche a coloro che lavorano il diritto costituzionale alla cultura, come ha detto l'assessore Filippo Del Corno che si è fatto portavoce di tutti i musei milanesi.