«Palazzo del Tau non è il luogo idoneo all'esposizione della collezione di Marino Marini: non è attrezzato né adeguato a garantire la sicurezza delle opere e dei visitatori». La Fondazione Marino Marini cala il suo asso di fronte ai giudici del Tar Toscana per chiedere l'annullamento del vincolo di «pertinenza», stabilito dalla Soprintendenza che lega le opere dell'artista pistoiese alla sua città impedendone il trasloco al Museo di Firenze di piazza san Pancrazio. E si affida a una perizia di Nomisma. A Palazzo del Tau, secondo la relazione depositata il 29 dicembre scorso, «l'impianto elettrico non è a norma, mentre altri sono inesistenti (ad esempio quello per il controllo e il monitoraggio dei parametri microclimatici), è privo di certificato di prevenzione incendi e presenta numerose barriere architettoniche». In altre parole, secondo gli esperti gli spazi sono irrisori per le 2.790 opere da esporre e valorizzare, nonché per una loro adeguata protezione. Ma c'è di più. L'antica Magione dei Cavalieri del Tau, di proprietà del comune di Pistoia, non è stata accreditata all'interno del sistema museale nazionali, hanno ribadito ieri in udienza i legali della Fondazione, i professori Giuseppe Morbidelli e Guido Alpa e l'avvocato Roberto Righi. «Con il risultato che la dichiarazione di pertinenzialità delle opere di Marini ad un bene immobile del Comune di Pistoia ne ha sostanzialmente disposto l'espropriazione senza indennizzo a favore di quest'ultimo». Il Tar depositerà la decisione entro 45 giorni. Intanto, il Museo Marini di Pistoia è sbarrato da un anno. «Abbiamo fatto i sopralluoghi e siamo disponibili per interventi di miglioramento dell'edificio», spiega il sindaco Alessandro Tomasi. «Abbiamo stanziato i soldi per la guardiania e siamo disponibili ad assumere la direzione artistica del museo». I fondi? Il sindaco bussa anche alla porta della Regione, con la quale era stato sottoscritto il 26 marzo un protocollo d'intesa per elevare il polo a luogo di rilevanza regionale: «Ci quantifichino con quante risorse e in che modo vogliono aiutarci».