«Io sono sempre molto ottimista: quando ho preso in mano il progetto del Corridoio Vasariano nel 2016, progetto che risale alla metà degli anni '60, parlavano in termini di decenni, e invece si può realizzare in pochi anni, infatti abbiamo già iniziato a lavorare sui progetti e a cercare i finanziamenti». Parola di Eike Schmidt. Il direttore degli Uffizi ieri ha partecipato a un altro sopralluogo alla Villa dell'Ambrogiana di Montelupo, con tutti i sindaci dell'empolese-valdelsa, e il Presidente della Regione, Eugenio Giani. Un sopralluogo che ha sigillato quello che Giani ha ribattezzato il «Patto per l'Ambrogiana» per gli Uffizi 2, il progetto di Schmidt che prevede di esporre opere custodite nei magazzini del Museo fiorentino in diversi altri luoghi della Toscana. Giani ha rimarcato la «vocazione naturale della Villa alla bellezza», parlando inizialmente di anni e tempi che «potrebbero essere lunghi» a causa dei lavori da effettuare sulla Villa. Ma Schmidt corre, ed espone il criterio che sta già guidando la scelta delle opere: per l'Ambrogiana, si parla di centinaia di opere che «torneranno a casa, che erano qui allestite nel '600 fino al primo '700, delle epoche di Ferdinando I e Cosimo III. Ogni luogo racconterà la sua storia, e si congiungerà con altre. Architettura, scultura e pittura, si uniscono e si rafforzano a vicenda» spiega Schmidt. Per la Villa di Careggi, si prevede già «l'apertura della limonaia e del giardino a fine 2022, mentre il resto nel 2024», dice Giani, e ospiterà opere del '400 e di Carlo de Medici» spiega il direttore degli Uffizi. Per Schmidt le due ville corrono su binari paralleli: «Da queste due grandi rinascite, l'Ambrogiana e Careggi, c'è l'inizio, ma tutto il territorio toscano parteciperà». Anche sugli altri luoghi il disegno sembra definirsi: «L'idea non è nostra, è di Cosimo I e di Anna Maria Luisa de Medici, del primo Granduca mediceo e dell'ultima dei Medici, è la vocazione, ed è irresponsabile avere migliaia di opere d'arte nei depositi che nessuno può mai vedere, mentre qui ci sono i luoghi anche originali». Per le Terme del Corallo di Livorno si parla di opere liberty che sono nei magazzini di Palazzo Pitti, per Pescia di opere anche già restaurate e cresce anche il progetto su Montecatini, dove si è inserito l'ex Hotel Excelsior, così come Palazzo Grifoni a San Miniato per il quale la Cassa di Risparmio si sarebbe offerta di finanziare il progetto. Ma ieri la visita di Schmidt ha riguardato non solo la villa: la delegazione si è avventurata anche nei padiglioni che per 140 anni hanno ospitato gli internati, tra sbarre e guano di piccioni.