È andato anche a Palazzo Chigi, dal premier Giuseppe Conte. Non per la crisi di governo, ma per il futuro del Franchi. Dario Nardella accelera sul restyling dello stadio ad opera del Comune, dopo il «no grazie» della Fiorentina a seguito della lettera arriva dal ministero dei Beni culturali che limita di molto gli interventi possibili sull'impianto progettato da Pier Luigi Nervi. Ieri a Roma il sindaco ha incontrato Conte e il suo staff. Bocche cucite all'uscita «Un incontro proficuo», si limitano a dire da Palazzo Vecchio ma l'intenzione è quella di accelerare i tempi. Il faccia a faccia col premier è arrivato dopo che mercoledì, per un paio di ore, Nardella e l'assessore allo Sport, Cosimo Guccione, si sono confrontati in Palazzo Vecchio con Andrea Abodi, presidente del Credito Sportivo, un interlocutore essenziale non solo perché finanzierà parte dell'operazione stadio, una modernizzazione da 100 milioni di euro. Il Credito Sportivo farà in pratica da advisor e accompagnerà il Comune nell'impostazione del percorso di fattibilità e redditività del restyling dello stadio di cui Palazzo Vecchio è proprietario. Si dovrà non solo tener conto dei mutui da accendere e delle varie fonti di finanziamento, forse anche dalla Banca di investimenti europea, ma anche e soprattutto del possibile apporto dei privati, Fiorentina in primis, della sostenibilità e redditività economica della gestione del rinnovato Franchi, della concessione della Fiorentina che scade nel 2022, quando almeno gli interventi di urgenza sull'impianto dovranno essere già conclusi. Un mosaico complesso, anche perché per la prima volta è un'amministrazione comunale che rifà uno stadio, le cui tessere Nardella vuole mettere in fila rapidamente così da poterle presentare a Rocco Commisso. Il vertice con il patron della Fiorentina non si terrà però questa settimana, Nardella vuole avere delle carte in mano prima del confronto. E del resto la stessa società viola attende di capire meglio come si muoverà il Comune, eventuali proposte e prospettive, prima di parlare e di ipotizzare un percorso congiunto e condiviso tra Palazzo Vecchio e Fiorentina. Intanto il piano Nardella prevede tra 2021 e 2022 gli interventi di messa in sicurezza, anche su staticità e miglioramento sismico dell'impianto; poi un concorso internazionale di idee per il restyling e infine l'avvio dei lavori per il nuovo Franchi entro la fine del mandato di Nardella e quindi entro il 2024.
Nardella va a Palazzo Chigi, missione per il nuovo Franchi
Il sindaco di Firenze, Dario Nardella, ha incontrato il premier Giuseppe Conte per discutere del futuro del Franchi, uno stadio di proprietà del Comune. Il ministero dei Beni culturali ha limitato gli interventi possibili sull'impianto progettato da Pier Luigi Nervi. Nardella ha chiesto di accelerare i tempi per il restyling dello stadio, che prevede interventi di messa in sicurezza, un concorso internazionale di idee e l'avvio dei lavori entro il 2024. Il Credito Sportivo, un'entità finanziaria, sarà coinvolta nella gestione del progetto e sarà responsabile per la fattibilità e redditività del restyling.
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