Il caso delle nuve costruzioni previste a Torrechiara, di cui si è molto discusso nelle settimane scorse, è arrivato in Regione con una interrogazione alla Giunta della consigliera di Europa Verde Silavia Zamboni. "Una scelta - specifica la consigliera - che non solo potrebbe alterare un'area di particolare interesse storico-culturale, ma che potrebbero costituire un precedente anche per analoghe zone del territorio regionale". In fase di risposta, l'assessora alla Montagna, aree interne, programmazione territoriale e pari opportunità, Barbara Lori, ha chiarito come la legislazione nazionale e regionale vigente assegna alla potestà dei Comuni ogni responsabilità decisionale, con un'ulteriore competenza della Provincia, che è stata informata puntualmente dal Comune di Langhirano. "A seguito di altre interrogazioni pervenute è stata richiesta ulteriore documentazione al Comune di Langhirano, il quale precisava che le modifiche alle zone intorno al castello di Torrechiara sono parziali, di modestissima entità e in ampliamento delle previsioni residenziali già in essere e pertanto in conformità al dettato normativo". Per quanto riguarda la coerenza del percorso attuato dal Comune rispetto ai beni tutelati, l'assessora ha ricordato come "la dichiarazione di notevole interesse pubblico inerente il castello di Torrechiara e del torrente Parma nel comune di Langhirano avvenuta nel 1976, non è corredata da una specifica disciplina del territorio considerato. Sarà dunque compito del futuro piano paesistico regionale definire la disciplina d'uso per ogni bene tutelato, ma informo che il Comune di Langhirano, nelle more di questi iter, si è già dotato di un strumento proprio finalizzato alla tutela degli aspetti paesaggistici e ambientali". Nella replica finale, Silvia Zamboni, preannunciando un'attenta analisi delle risposte avute, si è dichiarata comunque preoccupata del fatto "che sul tema urbanistico la Regione non possa intervenire in alcun modo".