Un cubo piuttosto appariscente a pochi passi dalla facciata storica dell'Acquario. E' la cabina di arrivo dell'ascensore realizzato in Villa comunale al servizio della stazione di piazza San Pasquale della Linea 6. Sta lì da alcuni mesi ed è stata già oggetto di una iniziativa di protesta da parte di alcune associazioni, le quali hanno chiesto al soprintendente in carica Luigi La Rocca di attivarsi in autotutela per la revisione del progetto. Ovvero, di far eliminare quel cubo e sostituirlo con qualcosa che sia meno impattante. Magari una stazione interrata, sul modello di quella dell'elevatore che collega via Acton a piazza Plebiscito. «Rinnoviamo l'appello al soprintendente dice ora Antonio Pariante, del comitato Portosalvo affinché intervenga per correggere quanto realizzato sulla base di discutibili approvazioni concesse da chi lo ha preceduto». Incalza: «Non è detto che quanto autorizzato in maniera del tutto impropria e senza alcun rispetto del patrimonio storico e culturale non possa essere modificato. Quella cabina è oscena e, tra l'altro, interferisce in maniera stridente con la storica facciata della stazione zoologica Anton Dohrn. C'è da interrogarsi circa i criteri con i quali ragionò il Soprintendente quando, alcuni anni fa, diede il via libera a questo obbrobrio». Francesco Iannello, il segretario generale delle Assise di Palazzo Marigliano, si associa alla richiesta ed auspica che la Soprintendenza faccia valere finalmente il suo ruolo di garante del patrimonio storico e culturale della città. «La linea 6 riflette poi Iannello è stata una iattura per il patrimonio storico ed artistico della città. Ricorda ancora le battaglie che furono fatte contro il taglio degli alberi in piazzetta Santa Maria degli Angeli, per esempio, che è stata completamente stravolta dalla nuova stazione. Una opera costosissima la linea 6, che si teme abbia causato anche problemi di natura geologica e che ha assorbito risorse che si sarebbero potute destinare altrove. Per esempio nella realizzazione di una linea tramviaria efficiente e moderna». Da un ascensore all'altro, continua a far discutere l'elevatore in fase di realizzazione sul Monte Echia, nell'ambito di un progetto che dovrebbe migliorare la fruizione dell'area. Un cubo di cemento che spezza la visuale del panorama e che, secondo chi lo contesta, è del tutto incongruo a Monte Echia. E' partita ora una istanza di revisione del progetto indirizzata al ministro Franceschini. La firmano, tra gli altri, Maurizio e Mirella Barracco, Marta Herling, Giulio Pane, Francesco Bruno, Nicola Spinosa.