«Hanno tenuto tutto nascosto, abbiamo saputo che ci sarebbe stata l'inaugurazione solo dalle agenzie ma venerdì saremo lì per protestare». Non ci stanno quelli di Italia Nostra a vedere tagliato sotto i loro occhi il nastro dell'Ara Pacis. Non ci stanno, a loro quel progetto non è mai piaciuto e perciò il 23 settembre faranno un pacifico sit in di protesta per esprimere tutto il loro dissenso, «una volta ancora contro il mostro di Meier». «Arriveremo in strada dalle prime ore del pomeriggio», spiega Andrea Costa vicepresidente di Italia Nostra Lazio, «anche se sappiamo che solo alle 19 il sindaco farà gli onori di casa ai giornalisti». Costa all'Ara Pacis non sarà da solo, con lui i vertici dell'associazione, l'ex commissario europeo all'Ambiente e presidente dell'associazione Carlo Ripa di Meana, Giorgio Muratore, professore di Storia dell'arte e architettura contemporanea alla Sapienza e le associazioni di cittadini del Centro storico. «Anche noi saremo al fianco di Italia Nostra», garantisce l'architetto Mario Mocetelli, presidente dell'associazione Abitanti tutela Centro storico. «Quello dell'Ara Pacis», spiega Mocetelli, «è un progetto troppo invasivo, fuori scala, non capito da Meier». Il perché della lunga battagli contro il "Mausoleo Rutelli" lo spiega l'architetto Antonio Tamburrino, consigliere di Italia Nostra. «Durante la sua amministrazione il sindaco Rutelli diede il mandato a Meier senza bandire un concorso internazionale. Meier ha fatto delle ottime cose ma è andato a costruire in una zona destinata ad altro. Sotto al mausoleo infatti, dove ora sono le fondamenta, sorgeva il vecchio Porto di Augusto che si affacciava sul Tevere. Oggi non c'è più nulla, hanno coperto tutto con il cemento e ora rischiamo di perdere anche il porto di Ripetta». Stando alla progettistica, infatti, il lungotevere, all'altezza di via Tomacelli dovrebbe diventare una grande isola pedonale. Mentre sotto dovrebbero essere fatti degli scavi per un sottopassaggio. «Vogliamo salvare il salvabile», insiste Tamburrino, «Il Comune ci ha ignorati e così Meier a cui abbiamo chiesto degli incontri ma che non ci ha mai risposto». Strano anche l'atteggiamento del ministero dei Beni culturali. «Avevano costituito una commissione presieduta dal professor Leonardo Benevolo che riscontrò delle anomalie accogliendo i nostri rilievi. Ma la commissione dava fastidio e Benevolo si dimise. Lo stesso accadde per Sgarbi». Ma c'è di più: i costi. Il disegno iniziale prevedeva una spesa di 5,9 milioni di euro oggi lievitata, secondo Italia Nostra, a ben 16,8 milioni di euro. «Il progetto è stato rivisto di nuovo alcuni mesi fa», conclude Tamburrino, «senza che nessuno fornisse i disegni. A New York quando si è trattato di ricostruire Ground zero i cittadini sono stati fatti partecipi. Qui ci trattano da sudditi medievali». Dalla parte di Italia Nostra contro l'Ara Pacis anche Azione giovani (An). «Veltroni la smetta con le finte inaugurazioni», commenta Federico Iadicicco, dirigente nazionale di Ag. E continua: «Ringraziamo l'assessore capitolino Gianni Borgna per aver svelato il trucco: quella di venerdì all'Ara Pacis sarà l'ennesima kermesse propagandistica del sindaco di "plastica" Walter Veltroni. L'Ara Pacis è ancora un'opera incompiuta e fatta male. Credo che Veltroni dovrebbe spiegare perché si sperpera il denaro dei cittadini senza nessun miglioramento reale per Roma e i romani». Staremo a vedere.