Al contrattacco. Incassato il colpo, la Val d'Orcia è passata all'azione. Con una lettera i sindaci di Pienza e Castiglione d'Orcia si sono rivolti alle massime autorità nazionali e mondiali dell'Unesco, cercando una sponda nella vicenda del deposito di rifiuti radioattivi. Una delle 67 aree idonee a ospitarlo, secondo la mappa realizzata dalla Sogin, si trova proprio a poche decine di metri, nel comune di Trequanda. «Con appena 60 giorni di tempo per le osservazioni, ci dobbiamo muovere sottolinea Manolo Garosi, sindaco di Pienza Per questo motivo abbiamo interpellato l'Unesco. La nostra volontà è di includere le loro considerazioni nei rilievi che presenteremo». L'altra firma in calce alla missiva è quella di Claudio Galletti, primo cittadino di Castiglione: «Vogliamo che le nostre ragioni siano ben supportate e quindi abbiamo pensato di rivolgersi a chi ha definito questo territorio "patrimonio dell'umanità"». Un titolo che non avrebbe più ragione di esistere. «Noi non abbiamo quella che in gergo si chiama "buffer zone", una zona cuscinetto spiega Garosi Al di della strada verso Castelmuzio, c'è l'area individuata». Nel Grossetano il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna, a nome della Maremma, è intenzionato a portare avanti addirittura una class action. In qualità di presidente della Provincia, ha chiamato le singole amministrazioni a far fronte comune, mettendo a disposizione «la propria struttura per un'azione procedimentale e legale collettiva contro l'individuazione nel nostro territorio di un deposito di scorie radioattive (a Campagnatico, ndr )». Ma l'allarmismo non è condiviso da Luca Sani, deputato del Pd, che ha bollato la mappa come «una prima selezione di zone. Sicuramente una seconda e approfondita cernita escluderà luoghi ad altissimo pregio naturalistico come la Val d'Orcia e la Maremma. La scelta comunque non sarà calata dall'alto». Concetti espressi anche da Legambiente Toscana: «I nostri siti non sono certo in pole position». Neppure il premio in palio è così allettante.
Pienza (Siena). La Val d'Orcia scrive all'Unesco: proteggeteci dalle scorie nucleari. Grosseto: ora class action
La Val d'Orcia e la Maremma sono state identificate come possibili siti per il deposito di rifiuti radioattivi. I sindaci di Pienza e Castiglione d'Orcia hanno inviato una lettera all'Unesco per chiedere una sponda nella vicenda. La mappa realizzata dalla Sogin indica 67 aree idonee, tra cui la Val d'Orcia e la Maremma. I sindaci chiedono che le considerazioni dell'Unesco siano incluse nei rilievi che presenteranno. Altre amministrazioni, come la Provincia di Grosseto, stanno considerando azioni legali contro l'individuazione di un deposito di scorie radioattive nel loro territorio.
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