GANGI. «Engyon? La Soprintendenza ha idee abbastanza chiare: secondo le fonti storiche è un insediamento vasto, e pensiamo di poter dire che si trova sicuramente da quelle parti. Potrebbe trovarsi a Monte Alburchia, nel territorio di Gangi. Ma non crediamo sia a Gangivecchio». La direttrice del Servizio archeologico della Soprintendenza ai beni culturali, Francesca Spatafora, lascia poco spazio ai dubbi sull'insediamento greco che Glenn Storey sta cercando, ma è almeno altrettanto sicura dei risultati che la ricerca sta portando alla luce: «Quella scoperta quest'anno - dice - è una fossa rivestita da lastroni, con una sepoltura multipla. Non penso sia isolata. Ma quel che è più importante, per la prima volta abbiamo trovato un corredo funebre». E potrebbe trattarsi di una necropoli. «Questi scavi sono un primo passo importante, anche perché quella è una zona interessante, sulla quale non erano mai state fatte indagini in estensione. Ma sì, possiamo dirlo: pensiamo a una necropoli». Ne avete valutato l'estensione? «Al momento non siamo in condizione di farlo, né per l'abitato né per la necropoli. Ma possiamo già dire che stiamo parlando di un insediamento tar-do-romano o bizantino». Potrebbe essere una città? «Questo lo escluderei. Piuttosto, potrebbe essere un villaggio o un insediamento più limitato a carattere rurale. C'è una dispersione di ceramica in un'area abbastanza ampia, anche se non enorme. In ogni caso Storey ci sta lavorando: contiamo di avere al più presto notizie più certe, e d'altro canto le ricognizioni di superficie già eseguite in passato dalla Soprintendenza ai beni culturali e la vicinanza con una sorgente d'acqua possono far pensare a un insediamento come una fattoria o a un piccolo centro nell'area di Gangivecchio. Ma ci sarà tempo per scoprirlo». Significa che la convenzione sarà rinnovata? «Non ci sono motivi per non farlo, anche perché la ricerca è alle prime fasi. La collaborazione con l'università dello Iowa si inquadra in un progetto generale di conoscenza del territorio, anche con collaborazioni con istituti italiani e stranieri. È un grande piano di ricognizioni sui quale lavorare, e già ci sta dando soddisfazioni».