Dal pane ai libri, per l'ex Gallettificio militare di Torino inizia finalmente il percorso che lo porterà a una nuova vita. È partito in questi giorni, infatti, il primo lotto degli importanti lavori di ristrutturazione dell'edificio all'angolo fra via Modena e corso Palermo, dirimpetto alla Nuvola Lavazza, grazie a un finanziamento di 7,2 milioni da parte del Mibact deliberato un anno e mezzo fa. Il caseggiato, nel quartiere Borgo Rossini, è in consegna alla Soprintendenza dei Beni culturali e l'obiettivo è farne un centro di documentazione sulla tutela territoriale piemontese. «Abbiamo archivi sparsi un po' ovunque spiega la soprintendente Luisa Papotti e tre biblioteche tematiche: archeologica, storico-artistica e architettonica del paesaggio. L'idea è trasferire qui il contenuto di Palazzo Carignano e Palazzo Chiablese, mettendo insieme i tre grandi filoni, per creare una biblioteca consultabile anche dal pubblico, oltre a tutto il materiale documentale». Si parla di fotografie e fondi di grafica, ad esempio. Gli archivi sono piuttosto ricchi e confluiranno in questa unica sede per facilitarne la fruizione al pubblico e agli addetti ai lavori. Non solo. L'interrato di Palazzo Carignano, una volta svuotato dai numerosi materiali che custodisce, tornerà a disposizione della Direzione regionale dei Musei del Piemonte e potrebbe, in futuro, ospitare anche delle esposizioni (con un collegamento alla sala ipogea). Ma per la «riconsegna» al pubblico dell'ex Gallettificio serviranno circa due anni. Intanto, ora, il «casotto» è circondato da un ponteggio che consentirà di intervenire sui problemi strutturali e preparare la futura reception e l'ufficio di vigilanza. L'edificio, bombardato nel 1943 e abbandonato dal 1988, è stato occupato per pochi mesi nel 2005 e poi sgomberato, ma dal 2007 è all'interno di un progetto di valorizzazione che include anche l'adiacente ex Mercato dei fiori. Anche questa è una ferita aperta del quartiere (con l'ex Ospedale Maria Adelaide) ed è attualmente inutilizzato. Quanto all'ex Gallettificio, l'area interna è molto estesa e conserva ancora i vecchi forni per la panificazione e la produzione delle celebri «gallette» destinate ai militari. «All'inizio aggiunge Papotti l'esigenza materiale era svuotare gli interrati di Palazzo Carignano, ma credo molto in questo progetto, come il Ministero. Abbiamo parecchio pubblico che accede ai nostri documenti». E proprio al pubblico si rivolgerà questa sede, con spazi aperti e un'aula studio.