Il Parco dell'Appia Antica aumenta la sua estensione di quasi il cinquanta per cento: passando dagli attuali 3.400 ettari, ai 4.978 futuri. 1.578 ettari in più. E' questo il principale effetto della proposta di legge approvata ieri pomeriggio dalla Giunta Regionale, presieduta da Piero Marrazzo: «Un altro passo - il suo commento - verso la costruzione di un sistema integrato di parchi e riserve che dovrebbe avvolgere Roma come una cintura verde, garantendo la permanenza di quell'equilibrio tra zone urbanizzate, agricole e naturali che da sempre caratterizza la città e la zona dell'antica campagna romana». «Una giornata e un risultato storici. Dedico entrambi alla memoria di Antonio Cederna»: esulta Angelo Bonelli, assessore regionale all'Ambiente e promotore della delibera, che diventerà legge solo dopo l'approvazione del Consiglio regionale: «Speriamo di fare il più bel regalo di Natale alla città», commenta Bonelli, auspicando un iter legislativo quanto più rapido possibile. «E' comunque importante - aggiunge - che la maggioranza si sia espressa su questo punto fondamentale. Non è stato facile. C'è stata qualche resistenza, ma alla fine ha prevalso l'unità». Esulta Bonelli. Ed esultano anche Legambiente, Wwf ed alcuni comitati ambientalisti dei quartieri coinvolti nella maxi espansione del perimetro verde, presenti ieri, con tanto di striscioni, davanti al palazzo di via Cristoforo Colombo. Poteva essere una manifestazione di protesta per eventuali stralci, e si è invece trasformata in una esibizione di giubilo per l'en plein realizzato. La proposta di legge, che passerà al vaglio della commissione competente prima di essere votata in Consiglio, è stata infatti approvata nella sua interezza, con l'allargamento del Parco all'interno e all'esterno della città. Sei, in tutto, le aree coinvolte nell'ipotesi di espansione: al di qua delle Mura Aureliane, tra viale delle Terme di Caracalla e piazzale Numa Pompilio (33 ettari) ; 168 ettari tra il Fosso della Cecchignola e il Colle della Strega (dove l'approvazione della legge annulla l'edificazione di 72 mila metri cubi già previsti nel «Piano di recupero urbano Laurentino») ; 59 ettari tra Campo Barbarico e la zona Tor Fiscale-Acquedotti; 205 ettari tra Capannelle e Barbuta; 124 ettari tra Cornacchiole e Fiorano, e ben 989 ettari nell'area tra Falcognana, il Divino Amore e Mugilla. «Anche al Divino Amore abbiamo evitato una devastante speculazione di 750 mila metri cubi», spiega Bonelli, secondo il quale il grande parco futuro «salvaguarderà un'ampia zona verde, caratterizzata da un ricco patrimonio archeologico, faunistico e di vegetazione. Un'area che lambisce i Castelli Romani e realizza una potenziale connessione ecologica con la riserva Naturale del Laurentino». Polemica l'opposizione: «Quello dell'assessore - ha dichiarato Fabio Desideri, capogruppo Lista Storace - è solo integralismo verde. La sua proposta di legge è fumo negli occhi dei cittadini. Un parco non si realizza prendendo una carta geografica, delineando con il pennarello rosso nuove zone e colorando di verde tutto ciò che è all'interno. Tutto ciò è demagogia. Ampliare il perimetro del Parco significa estendere vincoli anche su zone che per sviluppo e localizzazione hanno ormai perduto le caratteristiche di rilevanza ambientale».