FIRENZE Nuovi tagli alla Cultura con la prossima legge finanziaria? «Terremo duro sui tagli», risponde il ministro per i beni culturali, Rocco Buttiglione. E sui biglietti per i musei? Ci saranno aumenti? «Se aumentassero non sarebbe uno scandalo aggiunge Ho annunciato solo una filosofia, in base alla quale l'aumento, se motivato da ragioni vere di sicurezza e fatto con intelligenza per redistribuire i turisti sul territorio, non è un anatema». Così parla il ministro Buttiglione, dopo essere intervenuto al convegno dì studi «Cento anni di tutela», svoltosi ieri nel Salone Magliabechiano della Biblioteca degli Uffizi, che ha fatto la storia di come, quando e perché, ci si è posti il problema della salvaguardia del patrimonio culturale. Con un excursus dall'approvazione del primo regolamento organico (il regio decreto 17, luglio 1904, n.431); fino al «Codice» .del ministro Giuliano Urbani nel 2004, con la riforma dei dipartimenti ministeriali e i nuovi equilibri nei rapporti Stato-Regioni. Un lungo cammino per celebrare anche i 30 anni di nascita del Ministero per i Beni Culturali, voluto dall' allora presidente del Consiglio, Aldo Moro, con un decreto legge nel dicembre del 1974, e affidato, per primo, a Giovanni Spadolini. E proprio della «sacralità laica» lasciata al Ministero da Spadolini, aveva parlato nel suo intervento Buttiglione. Sull'aumento dei biglietti aveva detto che questo «potrebbe essere uno strumento» da utilizzare, a Firenze per esempio, per dirottare visitatori dagli Uffizi al vicino Bargello. Si era domandato se davvero «esistono le condizioni per la fruizione del patrimonio culturale» ed aveva ribadito: «Ho un chiodo fisso: il museo non riesce a svolgere per intero la sua funzione». Per aggiungere che investire nella Cultura fa bene, visto che se il turismo generale è calato dell' 1 in Italia, quello culturale è salito del 4. E per avvertire che: «Lo Statò da solo non ce la fa". Il convegno, organizzato dal Ministero, è stato realizzato tramite il «Comitato nazionale per le celebrazioni del centenario del primo regolamento organico di tutela»; proposto dalla Fondazione Spadolini Nuova Antologia». La prima parte è stata dedicata ai provvedimenti e alle politiche culturali di inizio secolo, ma anche alle vicende pre unitarie. Dopo l'intervento di Antonio Paolucci, direttore regionale per i Beni culturali e paesaggistici della Toscana, ci sono state le relazioni di Andrea Emiliani, già soprintendente ai beni artistici e storici di Bologna, e di Angelo Varni, ordinario di Storia contemporanea e direttore della Scuola superiore di giornalismo all'università di Bologna. Un lungo cammino, dai provvedimenti del Parlamento tra il 1902 e il 1909; alla legge 1089 del 1 giugno 1939, la «legge Bottai», vissuta fino all'anno scorso. Nella seconda parte ci sono state le relazioni di Cosimo Ceccuti, presiderite della Fondazione Spadolini, e di Salvatore Settis, direttore della Scuola Normale Superiore di Pisa. Ceccuti ha ripercorso la passione e l'impegno di Spadolini primo ministro del neo ministero dalla fine del 1974; Settis ha ricordato la Costituzione e l'articolo 9 che impegna la Repubblica a tutelare il suo patrimonio culturale e paesaggistico, per poi valutare i prò e i contro del Codice elaborato dal ministro Urbani. E i Grandi Uffizi con la contestata pensilina di Isozaki? Alle domande fattegli, Buttiglione ha preferito non rispondere, per passare la palla a Paolucci. La pensilina? «Una questione irrilevante". I lavori ai Grandi Uffizi? Dopo novembre. C'en progetto. Ci sono 50 milioni di euro.