Come nella più classica delle liti condominiali, si finisce in tribunale per una questione di chiavi contese e di accessi negati. Su un fronte l'Asl Napoli 1; sull'altro l'Arciconfraternita Santa Maria del Popolo nella chiesa degli Incurabili, la quale sostiene «di essere proprietaria e comunque di possedere da tempo immemorabile i beni immobili incorporati nel più ampio complesso dell'Ospedale degli Incurabili». Il problema, però, è che il contenzioso, secondo la Asl, rischia di rallentare gli interventi di recupero del sito monumentale che risale al Cinquecento. Quello che comprende l'Ospedale, la Farmacia, le chiese di Santa Maria del Popolo e di Santa Maria dei Bianchi della Giustizia ed all'interno del quale a marzo ed aprile 2019 si verificarono pericolosi episodi di dissesto. Proprio nella chiesa crollò il 24 marzo una volta di sostegno del pavimento retrostante l'altare maggiore e lo smottamento interessò anche la tomba di Maria d'Ayerba, cofondatrice dell'Ospedale degli Incurabili, e parte del coro ligneo. Nel complesso ci furono poi altri cedimenti strutturali nei giorni seguenti. A seguito di questi episodi fu emanata una ordinanza sindacale la quale inibiva l'accesso a chiunque. Furono poi avviati interventi di messa in sicurezza, in attesa del restauro di tutta l'area il quale dovrebbe restituire decoro ad un gioiello troppo a lungo trascurato. Qualche mese fa, a settembre,il delegato che era stato inviato dall'Arciconfraternita per verificare lo stato dei luoghi dopo la messa in sicurezza non è potuto entrare. L'addetto della Security Service, l'istituto di vigilanza al quale l'Asl Napoli 1 ha appaltato la sorveglianza del complesso degli Incurabili, non ha ritenuto infatti di dovergli consegnare le chiavi. L'Arciconfraternita ha subito inviato una diffida all'istituto di vigilanza, che però non ha sortito effetto alcuno. Il tempo di prenderne atto, poi la congregazione ha sferrato l'offensiva in Tribunale. Si è rivolta ai giudici affinché intimassero a Security Service di consegnare le chiavi e di consentire il passaggio ad un rappresentante dell'Arciconfraternita attraverso il cortile del complesso degli Incurabili per raggiungere l'immobile di sua proprietà. A questo punto della faccenda è entrata in campo anche la Asl Napoli 1, che è intervenuta nel giudizio «per la tutela degli interessi dell'Ente». Il primo dicembre c'è stato un primo pronunciamento del Tribunale, che ha ordinato alla Security Service l'immediata consegna delle chiavi all'Arciconfraternita, condannando anche l'istituto di vigilanza alle spese di lite. L'azienda sanitaria locale non si è arresa, però, ed ha deliberato di proporre reclamo contro l'ordinanza in quanto recita il provvedimento a firma di Ciro Verdoliva, il direttore generale dell'Asl Napoli 1 «la restituzione delle chiavi ha impedito all'Azienda di proseguire i lavori di messa in sicurezza dell'immobile in questione al quale non può più accedere». La lite in Tribunale, dunque, va avanti . L'Asl Napoli 1 nel prosieguo del contenzioso sarà patrocinata da un avvocato esterno, al quale ha conferito un incarico. Si chiama Antonio Nardone ed ha lo studio al rione Sirignano. L'azienda sanitaria ha messo a bilancio per venire a capo di questo garbuglio legale circa 6.400 euro. Gli Incurabili, si diceva, sono al centro di un piano complessivo di restauro che non è ancora iniziato e che è stato presentato a marzo, un anno dopo i crolli. Nel Polo museale, che comprenderà gli storici edifici troppo a lungo abbandonati e trascurati, dovrebbero essere allestiti anche spazi espositivi. La chiesa di Santa Maria del Popolo dovrebbe ospitare se il progetto presentato in primavera andrà in porto anche concerti e conferenze.