Un'imponente opera di digitalizzazione dedicata alla memoria di Alberto Varvaro, il maestro di filologia romanza della Federico II. Dopo un grande male - recita un precetto buddista - viene sempre un grande bene. Così dopo uno dei «sacchi alla cultura» più clamorosi, quello al patrimonio librario del Complesso dei Girolamini con annessi processi e sequestri conseguenti, l'importante biblioteca viene ora messa al sicuro dalla tecnologia. È stata approvata, infatti, dal Ministero dello Sviluppo Economico la digitalizzazione dei manoscritti della Biblioteca dei Girolamini. Il progetto è della «NetCom Group, Sa Lombardia» e dell'Università Federico II, partner scientifico, per un valore di oltre 15 milioni di euro. Sarà supportato dal Mise con un contributo di 6 milioni di euro, dei quali 2,2 milioni alla Federico II, in particolare al Dipartimento di Studi Umanistici ed al Dipartimento di Fisica. La biblioteca dei Girolamini conserva circa 160 mila tra libri e documenti; il progetto prevede la digitalizzazione dei ciinque mila manoscritti, in modalità compatibile con il progetto Digita Vaticana avviato alla Biblioteca Vaticana nel 2013. Responsabile scientifico del progetto federiciano è Guido Russo. La biblioteca del Complesso di San Filippo Neri fu aperta al pubblico nel 1586 ed è specializzata in filosofia, teologia cristiana, chiesa cristiana in Europa, storia della Chiesa, musica sacra e storia d'Europa. Lo scrigno d'arte fu ridisegnato nel Settecento da Arcangelo Guglielmelli e vanta affreschi di Pietro Bardellino.