Le imprese mettono in campo progetti con risorse e competenze comuni MILANO - Una joint-venture per la cultura. Le imprese italiane cambiano pelle, vanno oltre le proprie mura aziendali: non sotto la spinta del business ma dell'arte, della musica, dell'architettura. «Si sta delineando una tendenza degli ultimi anni: le imprese si associano per realizzare progetti in campo culturale», spiega Michela Bondardo, vicepresidente del Sistema Impresa e Cultura. L'associazione no profit sta raccogliendo le candidature per l'edizione 2005 del Premio Impresa e cultura. Da nove anni il concorso nazionale seleziona le aziende che abbiano realizzato un buon investimento culturale. E vengono premiate le imprese che hanno raggiunto l'obiettivo utilizzando il proprio budget piccolo o grande che sia in maniera creativa e che abbiano fatto della cultura un elemento distintivo sul mercato. Dall'esame della candidature giunte finora (la data ultima per partecipare è il 22 settembre) emergono rafforzate alcune linee di tendenza degli ultime anni. Le aziende stanno quindi maturando la consapevolezza che la condivisione di risorse e di competenze è un valore sempre più importante. Già due anni fa, quattro imprese del Sud si erano aggiudicate il Premio per il progetto più innovativo, con «Corporarte-Collezioni in azienda: una rete museale per l'arte contemporanea». Inoltre, tra le candidature giunte finora si prevede che, alla fine, saranno in linea con le 130 arrivate l'anno scorso si apprezza una certa vivacità del settore vitivinicolo che, nelle scorse edizioni, ha avuto diverse segnalazioni di merito. Inoltre continua a crescere la partecipazione delle imprese del Sud (l'anno scorso erano l'11,54 sul totale delle candidature). Il premio è caratterizzato da una forte partecipazione delle piccole e medie imprese. «Le aziende sono sempre più consapevoli del ruolo della cultura, come strumento ed espressione del proprio territorio», aggiunge Bondardo. Il concorso vuole però stimolare un dialogo tra la cultura e impresa che vada oltre la sponsorizzazione e il mecenatismo. Piuttosto una partnership strategica e continuativa che arricchisca entrambe le parti. La cultura può trovare un sostegno adeguato a fronte di carenti risorse pubbliche; l'impresa può arricchirsi in termini di creatività, leva importante per il rilancio di tutto il sistema-Paese (come hanno sostenuto Giangiacomo Nardozzi, sul Sole-24 Ore del 20 luglio, e Pier Luigi Sacco il 7 agosto). Ma in Italia le istituzioni culturali non sono impegnate come all'estero nel dialogo con l'impresa. «Le aziende italiane hanno ancora molte difficoltà a rapportarsi con le istituzioni, serve un cambio di mentalità». Fuori concorso viene attribuito un premio anche all'istituzione che abbia saputo instaurare una relazione vincente con le imprese. L'anno scorso è stato il caso dell'Auditorium di Roma, che ha messo in campo strategie di co-marketing con diverse aziende. I riconoscimenti del Premio Impresa e cultura promosso dal Sistema Impresa e Cultura insieme a Confindustria, Ice e Provincia di Milano (con la collaborazione di Banca Intesa, Camera di Commercio di Milano, De Agostini Rizzoli arte cultura, Lottomatica, Il Sole-24 Ore, Philip Morris Italia) saranno consegnati il 30 novembre a Milano. Le informazioni sul premio e il bando sono scaricabili sul sito Internet www. impresaecultura.com.
Cultura, aziende in network
Il Sistema Impresa e Cultura ha lanciato un concorso nazionale per il Premio Impresa e cultura 2005. Le imprese italiane possono partecipare con progetti in campo culturale che abbiano raggiunto l'obiettivo utilizzando il proprio budget. Il concorso seleziona le aziende che hanno realizzato un buon investimento culturale e che abbiano fatto della cultura un elemento distintivo sul mercato. Le candidature sono state raccolte fino al 22 settembre. Le imprese del Sud hanno una forte presenza nel concorso, con l'11,54% delle candidature. Il premio vuole stimolare un dialogo tra la cultura e impresa che vada oltre la sponsorizzazione e il mecenatismo.
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