MILANO - Analizzare il patrimonio del cliente, decidere come valorizzarlo al meglio e in quali settori investire. Normale amministrazione per il private banking, se non fosse che la gestione riguarderà in un prossimo futuro non solo i beni finanziari ma anche quelli artistici. Quello dell'arte in Italia il valore stimato è di circa 200 miliardi di euro è un mercato complesso che si distingue per la forte dinamicità e segmentazione. E che sempre più viene percepito come una vera e propria possibilità d'investimento, alternativo e forse di «rifugio» rispetto alla Borsa. È quanto è emerso dalla prima giornata di lavori del convegno «Art Banking, lo stato dell'arte» promosso da Aipb (Associazione Italiana private Banking) in collaborazione con l'Università Cattolica e PricewaterhouseCoopers. «Sul modello di quanto avviene da tempo nei paesi anglosassoni ha spiegato Cristina Ragazzoni, Presidente della commissione tecnica permanente sull'Art Banking di Aipb anche in Italia le banche stanno completando la gamma dei servizi per la clientela più evoluta, affiancando alla tradizionale gestione dei patrimoni finanziari la consulenza sugli asset immobiliari e anche sui beni d'arte». In questo contesto, la nuova sfida per il settore del private banking è quella di fornire alla clientela una consulenza trasparente e affidabile, garantendo un'attenta selezione di operatori specializzati. E spetterà quindi al private banker avere, oltre alle competenze finanziarie, anche un'ottima rete di contatti nel mondo dell'arte per fare da tramite tra le esigenze dell'investitore e le doti dei professionisti del settore. I numeri confermano questo nuovo trend. «Gli oggetti di valore spiega Stefano Stanzani, Responsabile del laboratorio Nomisma sul commercio dei beni artistici risultano pari a circa il 2,7 della ricchezza ed il 25 delle famiglie più ricche detiene quasi il 2,4 di tale ricchezza, stimabile in 200 miliardi di euro». In particolare, secondo quanto emerge dal Laboratorio sul Commercio dei Beni Artistici di Nomisma (primo semestre 2005), le migliori battiture in aste italiane si sono attestate mediamente a 155 mila euro per dipinti di alta epoca (1200-1700), hanno superato i 43 mila euro per dipinti dell'800 e 193 mila euro per i quadri di arte contemporanea. E anche quest'anno i protagonisti assoluti del mercato dell'arte italiani sono i collezionisti o privati (73 dei casi), mercanti (17), investitori (4), fondazioni (3), clienti occasionali (2) e musei (1). Insomma operatori ai quali una consulenza di qualità non potrebbe che giovare.