Assieme a Pompei e Paestum tra gli attrattori culturali della Magna Graecia. Nuove teorie e ritrovamenti. Per un solo giorno sarà itinerante. Ma risolverà ogni dubbio - se ancora ve ne fossero - sulla valenza storico-archeologica di Velia il convegno sulla Magna Graecia che si terrà a Taranto, nei saloni dell'Hotel Delfino, a partire da domani. L'ultima giornata di lavori, domenica 25 settembre, vedrà difatti riunito il Gotha dell'Archeologia italiana e internazionale per tenere a battesimo il nuovo Parco archeologico di «Elea-Velia» ad Ascea Marina. All'inaugurazione sono stati invitati anche il ministro Buttiglione e il suo vice per i Beni Culturali, Antonio Martusciello, il Governatore Bassolino e l'assessore al Turismo della Campania Marco Di Lello, visto che 1'area archeologica viene indicata dalla Regione, assieme a Pompei e a Paestum, come uno dei più interessanti «attrattori culturali» dell'area. Al summit tarantino, invece, partecipano tutti i soprintendenti archeologi dell'Italia meridionale e un altrettanto folto gruppo di studiosi magno-grecisti. Nel corso delle conferenze si proporrà, oltre alle discussioni e alle scoperte sul tema principale, anche una sintesi dei rinvenimenti più significativi e i dettagli degli studi che hanno interessato da gennaio ad oggi i territori della Magna Graecia antica: Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia. Un atto dovuto, quello che quest'anno l'Istituto per la Storia e l'Archeologia della Magna Grecia (Isamag), presieduto da Attilio Stazio, rende alla città, patria di Zenone e Parmenide, dove nella seconda metà del IV secolo avanti Cristo nacque la scuola filosofica Eleatica. Dovuto, perché nei precedenti quarantaquattro incontri di Velia non s'era mai discusso se non in tono minore. «Abbiamo invece colto l'occasione» osserva Stazio «e convenuto che l'argomento del convegno fosse monotematico e dovesse puntare a far conoscere una delle città più interessanti della Magna Graecia». E questo anche se tra le colonie che gli Elleni fondarono in Italia, Velia risulta la meno inserita nel territorio in quanto la sua fondazione fu essenzialmente determinata dalla necessità di dare ai navigli commerciali e militari uno scalo sicuro in quella sorta di «autostrada» del mare che collegava l'Oriente all'Occidente e che aveva gli estremi in Turchia e, addirittura, nella costa Atlantica. A costruire il primo nucleo, nel 540 avanti Cristo, secondo lo storico Erodoto, furono i Focesi: popolazione di una vasta area dell' attuale Turchia, con Focea come capitale. Navigatori esperti, i Focesi (che fondarono anche Marsiglia, in Francia) arrivarono addirittura sin quasi al Polo Nord, dopo aver circumnavigato la Gran Bretagna. Loro alleato fu Argantonio, sovrano di Tartessos, un reame posto alla foce del fiume Guadalquivir, in Spagna, che sborsò di tasca propria la somma necessaria a costruire la cinta muraria per difendere Focea dall'assalto dei persiani. I fondatori di Velia, dunque, già cacciati dalla loro terra dalle armate persiane, stavano di nuovo fuggendo da Alalia, in Corsica, dove era stati sconfitti nel 540 avanti Cristo, dalle flotte Etrusche e Cartaginesi, quando si fermarono tra punta Licosa e il promontorio di Palinuro e decisero che quella sarebbe stata la loro nuova terra. A ribadire il legame che la città ebbe con la madrepatria sarà Omero Ozicit, archeologo turco, che appunto a Focea ha scavato recuperando interessanti elementi per un più puntuale inquadramento di Velia. Accanto, ci saranno le missioni francesi e austriache che a Velia stanno indagando da alcuni anni, e gli archeologi italiani sia della Soprintendenza di Salerno, responsabile dell'area, che delle Università da cui partono i progetti di studio e di ricerca.
Elea-Velia, nasce un parco archeologico
Domani a Taranto si terrà il convegno sulla Magna Graecia, un evento che vedrà riuniti il Gotha dell'Archeologia italiana e internazionale. L'ultima giornata di lavori sarà dedicata all'inaugurazione del nuovo Parco archeologico di Elea-Velia ad Ascea Marina. Il convegno sarà itinerante e sarà seguito da un'inaugurazione che vedrà la presenza del ministro Buttiglione e del governatore della Campania. Il tema del convegno sarà la valenza storico-archeologica di Velia, una città della Magna Graecia che fu fondata dai Focesi nel 540 a.C. e che ebbe un legame stretto con la madrepatria.
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