Chi avrebbe mai potuto immaginare che i bianchi granelli del sale che usiamo in cucina o a tavola altro non sono che la combinazione di un gas verdino ed estremamente venefico e di un solido scuro dall'apparenza metallica che messo nell'acqua comincia a piroettare in mezzo a una nuvola di bollicine? O che l'acqua, «sor'Acqua, la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta» fosse composta di due gas, l'ossigeno senza il quale non vivremmo e l'idrogeno, il materiale più semplice che ci sia, quello che rappresenta i tre quarti della materia di cui è fatto l'universo, che spinge i palloni gonfiati verso l'alto e che probabilmente costituirà la fonte di energia del futuro, inesauribile e pulita? Invece è proprio così. Abbiamo imparato che tutti i materiali del mondo, dalla roccia delle Dolomiti alla penicillina, dalla seta alla lava vulcanica, risultano dalla combinazione degli atomi appartenenti a una novantina di elementi chimici non di più e molto spesso di meno moltissimi dei quali sono eterni e così numerosi che nel mio corpo ci sono di sicuro atomi che erano già in circolazione al momento della formazione del sistema solare e ci possono essere atomi, probabilmente di ossigeno, che sono stati respirati da Giulio Cesare o da Tutankamen. Si usa dire spesso che quella del nostro tempo è la società della conoscenza. L'aumento delle conoscenze, la loro diffusione e il loro uso razionale hanno permesso e permetteranno di affrancarci da un numero sempre maggiore di dipendenze di varia natura, da quella biologica a quella energetica. I cittadini della società della conoscenza dovrebbero essere insomma assai più liberi di quelli del passato da molte schiavitù o semplici limitazioni, ma portano anche un carico maggiore di responsabilità, la quale spaventa molti. È dubbio però che sia possibile tornare indietro, almeno in tempi brevi, e sembrerebbe opportuno quindi viversela in pieno questa era della conoscenza, apprendendo e facendo propri come individui almeno i punti essenziali di queste conoscenze che si vanno accumulando nel collettivo umano. In questo discorso gioca un ruolo essenziale la conoscenza scientifica, anche perché in molti casi ne rappresenta la regione di più recente acquisizione. E c'è infatti una grande richiesta di aggiornamenti sulle conquiste scientifiche, soprattutto ma non esclusivamente nel campo della salute, come è testimoniato anche dall'alta tiratura delle diverse riviste di divulgazione scientifica. La scienza non è però solo un cumulo di fatti e di ritrovati pratici. Esistono molte idee della scienza che dovrebbero entrare a far parte del bagaglio culturale di ciascuno di noi, perché nuove, perché particolarmente interessanti o perché ci hanno costretto a vedere sotto una nuova luce cose e idee che avevano già una veneranda tradizione. Concetti come quelli di corpo, mente, memoria, coscienza, volontà, forza, energia, causa e scopo, mondo, evoluzione, spazio e tempo, previsione, verifica, salute e malattia, individuo, costituzione fisica, predisposizione e destino hanno visto negli ultimi decenni cambiare radicalmente il loro significato, o per lo meno la loro percezione. Abbiamo appena visto il caso della costituzione della materia, una delle cose più salde e scontate del nostro mondo, di cui si è parlato tanto e in omaggio alla quale qualcuno viene anche definito materialista. Ma che dire del concetto di evoluzione, prima biologica e poi cosmica, che ha sbloccato definitivamente la nostra visione del tempo come sequenza di eventi e che ha liberato l'immagine del mondo dalle strettoie dicotomiche di una perfetta fissità o di un perpetuo ciclare e riciclare? O del concetto dell'unità dei viventi, dai microbi al pangolino, dal lievito alle sequoie, e dell'idea, realissima e oggi tangibile, di un patrimonio genetico scritto su di un'unica riga con un certo numero di caratteri fissi? O della comprensione della natura dell'intelligenza, enormemente aumentata e radicalmente trasformata dagli studi fatti da una parte sugli animali e dall'altra sui computer e sui robot? La scienza sta progredendo senza sosta e sta anche assumendo un rilevanza sociale sempre più pronunciata. Affiorano però di frequente atteggiamenti di insofferenza nei suoi riguardi, se non di pura e semplice avversione, soprattutto dalle nostre parti. Oltre a questo, sono sempre meno i giovani che intraprendono un carriera scientifica. Cha cosa ci riserva il futuro per quanto riguarda la scienza e il suo impatto sulla società? Che cosa possiamo fare per uniformare l'atteggiamento delle diverse nazioni verso la scienza e rendere il pianeta scienza più familiare e insieme più appetibile? Occorre forse un patto tra gli scienziati e i cittadini e magari un'alleanza tra scienziati, filosofi, artisti, economisti, giuristi e politici per migliorare l'immagine sociale della scienza, appoggiandosi sul suo grande valore culturale e sul suo profondo significato umanistico. «Che cos'è il bene?» si chiedeva Seneca, e si rispondeva, riecheggiando Socrate: «Scientia rerum, la conoscenza delle cose del mondo. E che cosa è il male? Rerum imperitia, l'ignoranza». Dibattiti e incontri per saperne di più Si inaugura oggi a Venezia (Palazzo Ducale) la prima Conferenza mondiale sul futuro della scienza. Il programma della manifestazione prevede, da domani fino a venerdì 23 settembre alla Fondazione Orti, una serie di «occasioni di dibattito» sul valore della scienza Fra i temi: il dialogo fra scienza e religioni, l'impatto della scienza sulla vita umana, il rapporto fra scienza e potere Leonard Guarente, Teruhiko Wakayama ed Elisabeth Blackburn saranno alcuni degli ospiti del convegno
A Venezia la prima conferenza mondiale sul futuro della conoscenza
La scienza sta progredendo rapidamente e sta diventando sempre più importante per la società. Tuttavia, ci sono ancora molte persone che hanno un'immagine negativa della scienza e che la vedono come qualcosa di estraneo e minaccioso. La scienza ha il potere di cambiare la nostra comprensione del mondo e di migliorare la nostra vita quotidiana. Tuttavia, è importante che la scienza sia utilizzata in modo responsabile e che i suoi benefici siano condivisi da tutti. La Conferenza mondiale sul futuro della scienza che si sta svolgendo a Venezia è un'occasione per discutere di questi temi e per trovare modi per migliorare l'immagine della scienza e per utilizzarla in modo più efficace.
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