Qualcosa inizia a muoversi per la riapertura del museo Marino Marini di Pistoia, sigillato e abbandonato da inizio marzo e rimasto senza dipendenti. L'omonima Fondazione ha inviato al sindaco Alessandro Tomasi la proposta di comodato d'uso gratuito delle opere, deliberata nel Cda del 4 marzo e poi procrastinata a causa del coronavirus. Un atto sollecitato con una lettera a metà luglio e che adesso è al vaglio degli uffici comunali per le verifiche propedeutiche alla firma. «Questo è un passo in avanti», commenta Tomasi. «Chiaramente aggiunge per arrivare alla riapertura l'Amministrazione comunale dovrà impegnare delle risorse: come abbiamo già detto e formalizzato per scritto alla Fondazione, noi non ci tiriamo indietro, però auspichiamo anche l'aiuto di terzi». Il Comune di Pistoia si farà temporaneamente carico della gestione del polo mariniano e il patrimonio resterà a Pistoia dopo il paventato trasferimento a Firenze per unirlo a quello della Fondazione Marini San Pancrazio dello scorso inverno. Almeno fino al verdetto del Tar, visto che la Fondazione pistoiese ha presentato il ricorso contro il vincolo pertinenziale che lega le opere alla città natale dell'artista. Una volta ripristinata l'attività tornerà anche d'attualità il protocollo d'intesa tra Regione e Comune, approvato in primavera al fine di far acquisire al «Marini» i requisiti necessari a diventare museo di rilevanza regionale.