Nessuno smantellamento, l'arte nuragica prende comunque il volo per Cagliari Fra il presidente della Provincia del Medio Campidano Fulvio Tocco e l'assessore regionale alla Cultura, Elisabetta Pilia, c'è il chiarimento sulla presunta intenzione, da parte dell'assessore, di dare un taglio ai musei delle zone interne per accorparli tutti in un sistema museale regionale con sedi nelle principali città dell'isola. Non sarà così, garantisce Pilia, ogni territorio conserverà le sue belle vetrine di archeologia e cultura. Il presidente del Medio Campidano si è così tranquillizzato, rinnovando alla Pilia «stima e apprezzamento personali». Le incomprensioni? Colpa di un refuso o di un malinteso del cronista, che non ha capito niente. Solo che il Museo d'Arte nuragica si farà ugualmente a Cagliari. E non a Barumini o comunque in Marmilla, culla della civiltà nuragica. Sta scritto nella bozza del Piano di razionalizzazione e sviluppo dei musei redatto dall'assessorato regionale alla Cultura, che, come ha pun-tualizzato l'assessore Pilia, non toccherà i musei territoriali della Marmilla e dei suoi tesori storici e archeologici. In particolare Barumini e il complesso di Su Nuraxi, «per il quale esiste l'impegno della Regione per promuovere, insieme al ministero per i Beni e le Attività culturali e ai sindaci del territorio, il "Piano di gestione di Barumini", indispensabile perché il sito abbia i requisiti per essere confermato dall'Unesco patrimonio dell'umanità». Il presidente del Medio Campidano, preso atto che i musei della Marmilla non verranno smantellati («refuso giornalistico»), conferma però il suo parere negativo sull'allestimento a Cagliari del Museo d'Arte nuragica «in territorio diverso dalla Marmilla, che riteniamo invece sia oggettivamente il luogo più adeguato per un'attività che verrebbe in modo naturale a inserirsi in un sistema integrato». Per quanto concerne invece i musei a valenza locale, la Provincia si farà promotrice come hanno ribadito il presidente Tocco e l'assessore provinciale alla Cultura Rossella Pinna , in stretto raccordo con la Regione e i Comuni interessati, «di una an-cor più incisiva offerta delle realtà museali esistenti nel Medio Campidano, condividendo le linee di indirizzo regionale per innalzare la qualità dei musei, diversificandone l'offerta ed evitando duplicazioni e sovrapposizioni». In definitiva quindi le linee tracciate dall'assessore Pilia nel suo Piano di razionalizzazione e sviluppo dei musei sardi: sei grandi musei, tutti gli altri a fare i satelliti nelle aree interne. Ma quelli a carattere regionale dislocati nelle maggiori città isolane non saranno in alternativa o sovrapposizione a quelli di periferia. Non ci saranno insomma figli e figliastri, «la Regione assicura l'assessore Pilia valorizzerà al massimo tutte le offerte culturali dell'Isola, costruendo un circuito che racconti ogni epoca storica della Sardegna».