NAPOLI Già imballati, coperti e sigillati. Pronti per essere spediti chi sa dove, forseall'estero, venduti senza scrupolo. Sono stati ritrovati non lontano dagli scavi di Pompei in un cantiere edile abbandonato. E così i due affreschi strappati dalle pareti della Casa dei Casti Amanti torneranno nella loro dimora dove, incastonati tra le mura, sono stati per duemila anni. Ma prima di tornare al loro posto i due affreschi dovranno essere sottoposti a un lungo restauro: durante il furto sono stati danneggiati. Ci sono delle crepe profonde e mancano molti frammenti, rimasti sul pavimento nella villa. Come un puzzle bisognerà ricomporre il disegno e i colori del gallo che becca un melograno e del tenero amorino alato. Deve essere stato difficile staccare dalla storia i gioielli e durante l'operazione si sono frantumati altri tre affreschi. fl ritrovamento è stato lampo. I carabinieri hanno praticamente blindato Pompei e tutta la provincia napoletana. Grazie a moltissimi posti di blocco hanno controllato in maniera capillare il territorio e setacciato l'ambiente dei ricettatori e dei trafficanti di opere d'arte per rintracciare il basista. Sono riusciti a sapere che gli affreschi, dopo il furto avvenuto nella notte tra il venerdì e il sabato, erano ancora a Pompei. I carabinieri hanno controllato i possibili rifugi e in un cantiere già sequestrato perché abusivi hanno trovato i medaglioni della villa pompeiana. Ora la sfida rimane la cattura dei predoni. Possibile pista il dna di uno dei ladri che durante l'operazione criminale avrebbe addentato un pezzo di pizza e lasciandolo poi a terra, in mezzo ai frammenti degli affreschi strappati alla villa. Dopo questo affronto alla storia riparte la polemica sulla sorveglianza degli scavi di Pompei. L'ultimo furto è avvenuto cinque anni fa ed è proprio questo intervallo a far sorgere alcuni dubbi a Piero Giovanni Guzzo, il soprintendente archeologico di Pompei. «Questi 5 anni sono stati impegnati a riorganizzare i servizi di vigilanza e i lavori interni spiega Guzzo la storia è fatta di coincidenze che fanno pensare». Già prima del ritrovamento questa coincidenza ha spinto a prendere dei provvedimenti. Il ministro dei beni culturali ha disposto un'indagine interna per appurare eventuali responsabilità per il mancato controllo, «anche perché dice Urbani l'esito felice e tempestivo delle indagini nulla toglie alla gravita di un furto che ha procurato un grave danno all'immagine del nostro Paese a livello internazionale». Oggi si comincia a pensare anche a un possibile avvertimento camorristico.
Scavi di Pompei, recuperati gli affreschi rubati - Erano pronti per essere inviati all'estero.
I due affreschi strappati dalla Casa dei Casti Amanti a Pompei sono stati ritrovati in un cantiere abbandonato. Sono stati danneggiati durante il furto e dovranno essere sottoposti a un lungo restauro. I carabinieri hanno praticamente blindato Pompei e tutta la provincia napoletana per controllare il territorio e setacciare gli ambienti dei ricettatori e dei trafficanti di opere d'arte. Sono riusciti a sapere che gli affreschi erano ancora a Pompei e hanno trovato i medaglioni della villa pompeiana. La sfida rimane la cattura dei predoni.
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